{"id":29009,"date":"2025-10-04T06:00:09","date_gmt":"2025-10-04T04:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=29009"},"modified":"2026-01-07T10:51:52","modified_gmt":"2026-01-07T09:51:52","slug":"colesterolo-storia-e-miti-non-fondati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/de\/colesterolo-storia-e-miti-non-fondati\/","title":{"rendered":"Colesterolo: storia e miti (non fondati)"},"content":{"rendered":"<h1><strong>Colesterolo: amico o nemico?<\/strong><\/h1>\n<h6><strong>di Oliver Ruatti<\/strong><\/h6>\n<p>Per anni abbiamo sentito dire che il <strong>Auch wird die Bedeutung k\u00f6rperlicher Aktivit\u00e4t<\/strong> negli alimenti fosse il principale responsabile delle malattie cardiache.<\/p>\n<p>Da dove nasce questa convinzione?<\/p>\n<p>Ripercorrere la storia ci aiuta a capire come si \u00e8 formato questo mito, spesso su basi pi\u00f9 fragili di quanto si pensi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prime osservazioni<\/strong><\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>1872<\/strong>, Sir William Gull e il dottor Sutton descrissero per la prima volta l\u2019<strong>arteriosclerosi<\/strong>, ossia l\u2019indurimento delle arterie. Qualche decennio dopo, il medico canadese Sir William Osler la colleg\u00f2 a sintomi come angina e infarto, definendola \u201cuna malattia dell\u2019et\u00e0 adulta che colpisce quasi esclusivamente gli uomini\u201d.<br \/>\nGi\u00e0 all\u2019inizio del 1900, i patologi notarono\u00a0<strong>depositi di grasso<\/strong>\u00a0nelle arterie di uomini morti improvvisamente. Non conoscendo ancora la composizione di quei depositi, iniziarono esperimenti sugli animali per capire se la dieta potesse giocarvi un ruolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I conigli e la nascita di un\u2019ipotesi<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1908, il dottor\u00a0<strong>Ignatowski<\/strong>\u00a0aliment\u00f2 conigli con carne, latte e uova, osservando la formazione di placche nell\u2019aorta. Altri ricercatori (Stuckey, Chalatow, Wesselkin) ripresero questi esperimenti, arrivando a una conclusione: il\u00a0<strong>tuorlo d\u2019uovo e il colesterolo in esso contenuto<\/strong>\u00a0potevano provocare aterosclerosi.<br \/>\nIl problema? I conigli sono\u00a0<strong>erbivori<\/strong>\u00a0e non digeriscono bene gli alimenti animali, perci\u00f2 reagiscono in modo anomalo rispetto all\u2019uomo. Questo limite metodologico fu trascurato, eppure segn\u00f2 profondamente la ricerca successiva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_29012\" aria-describedby=\"caption-attachment-29012\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29012 size-medium\" src=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Nikolaj-Nikolaevic-Anickov-219x300.webp\" alt=\"Nikolaj Nikolaevi\u010d Ani\u010dkov\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Nikolaj-Nikolaevic-Anickov-219x300.webp 219w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Nikolaj-Nikolaevic-Anickov-9x12.webp 9w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Nikolaj-Nikolaevic-Anickov.webp 473w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-29012\" class=\"wp-caption-text\">Il Patologo Nikolaj Nikolaevi\u010d Ani\u010dkov<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il patologo\u00a0<strong>Nikolai Anitschkow<\/strong>, figura centrale, somministr\u00f2 ai conigli colesterolo purificato per settimane: svilupparono lesioni proporzionali alla dose.<\/p>\n<p>Sembrava la prova definitiva.<\/p>\n<p>Tuttavia, lo stesso effetto non si osservava nei <strong>ratti<\/strong>(onnivori, pi\u00f9 simili all\u2019uomo).<\/p>\n<p>La \u201ccolpa del colesterolo\u201d nasce quindi da un modello animale poco rappresentativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prime evidenze sull\u2019uomo<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni \u201910 e \u201920, ricercatori come\u00a0<strong>Windaus<\/strong>\u00a0enthalten\u00a0<strong>Schoenheimer<\/strong>\u00a0esaminarono aorte umane e trovarono pi\u00f9 colesterolo nelle arterie ateromatose rispetto a quelle sane. Questo rafforz\u00f2 l\u2019idea che il colesterolo fosse coinvolto, ma restava il dubbio:\u00a0<strong>era causa o conseguenza?<\/strong><br \/>\nAlcuni medici, come Timothy Leary a Boston, suggerirono che l\u2019aterosclerosi fosse piuttosto una\u00a0<strong>malattia metabolica<\/strong>, al pari di diabete e gotta. Una visione alternativa che purtroppo rimase marginale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019entrata in scena di Ancel Keys<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la Seconda guerra mondiale, il fisiologo americano\u00a0<strong>Ancel Keys<\/strong>\u00a0divenne protagonista.<\/p>\n<ul>\n<li>Nel 1944 guid\u00f2 il\u00a0<strong>Minnesota Starvation Experiment<\/strong>, lo studio pi\u00f9 importante mai condotto sulla fame e la rialimentazione.<\/li>\n<li>Negli anni \u201950 si dedic\u00f2 alle malattie cardiache, che stavano diventando la principale causa di morte negli USA.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcuni studi osservazionali sembravano mostrare un\u2019associazione tra\u00a0<strong>colesterolo nel sangue<\/strong> e rischio di infarto.<\/p>\n<p>Tuttavia, i dati erano contraddittori: per esempio, nel lavoro di Morrison (1948), il colesterolo era alto nel 68% dei pazienti giovani con infarto, ma normale in oltre met\u00e0 degli anziani. Insomma: qualche indizio, ma nessuna prova certa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Colesterolo alimentare vs colesterolo nel sangue<\/strong><\/h3>\n<p>Per chiarire, Keys condusse una serie di studi su centinaia di uomini: confront\u00f2 chi consumava diete ricche di uova, carne e latticini con chi ne mangiava poco. Risultato?\u00a0<strong>Nessuna differenza significativa<\/strong>\u00a0nei livelli di colesterolo nel sangue.<br \/>\nEsperimenti controllati su volontari che raddoppiavano o dimezzavano l\u2019apporto di colesterolo confermarono lo stesso:\u00a0<strong>il colesterolo alimentare non influenza in modo rilevante il colesterolo ematico<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco alcuni dei principali risultati:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Minnesota (giovani e adulti)<\/strong>\u2013 393 uomini divisi per fasce d\u2019et\u00e0 (18\u201325 e 45\u201354 anni), con consumi molto diversi di uova, carne e latticini.<br \/>\n\ud83d\udc49 Risultato: nessuna differenza nei livelli medi di colesterolo sierico tra chi mangiava pi\u00f9 colesterolo e chi meno.<\/li>\n<li><strong>Follow-up di 5 anni (400 uomini, 18\u201360 anni)<\/strong>\u2013 apporto di colesterolo variabile da\u00a0<strong>1 a 8 grammi a settimana<\/strong>.<br \/>\n\ud83d\udc49 Risultato:\u00a0<em>\u201cIn tutte le serie di indagini, assolutamente nessun segno di un effetto del colesterolo alimentare sul livello ematico.\u201d<\/em>\u00a0(Keys, 1952).<\/li>\n<li><strong>Sardegna<\/strong>\u2013 studi comparativi su uomini della stessa et\u00e0, peso e attivit\u00e0, ma con diete molto diverse (alcuni consumavano grandi quantit\u00e0 di formaggi e uova, altri pochissimo colesterolo).<br \/>\n\ud83d\udc49 Risultato: nessuna differenza nei valori di colesterolo nel sangue.<\/li>\n<li><strong>Esperimenti controllati a lungo termine<\/strong>\u2013 33 uomini seguiti per 4 anni con diete costantemente povere di colesterolo, confrontati con 35 uomini della stessa condizione socio-economica ma dieta ricca.<br \/>\n\ud83d\udc49 Risultato: livelli di colesterolo sovrapponibili.<\/li>\n<li><strong>Interventi volontari<\/strong>\u2013 23 uomini che\u00a0<strong>raddoppiarono<\/strong>\u00a0l\u2019apporto di colesterolo e 41 che lo\u00a0<strong>dimezzarono<\/strong>\u00a0per 4\u201312 mesi.<br \/>\n\ud83d\udc49 Risultato: nessuna variazione nei livelli ematici.<\/li>\n<li><strong>Esperimenti a breve termine<\/strong>\u2013<br \/>\n\u25b8 5 uomini sani: passaggio da una dieta a base di riso\/frutta + 500 mg colesterolo\/die alla stessa dieta\u00a0<strong>senza colesterolo<\/strong>\u00a0\u2192 nessun cambiamento.<br \/>\n\u25b8 13 uomini: variazione da\u00a0<strong>374 mg\/die a 1369 mg\/die<\/strong>\u00a0di colesterolo \u2192 nessun effetto.<br \/>\n\u25b8 12 uomini: cambiamento inverso (da alto a basso colesterolo) \u2192 stesso esito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel 1954, Keys lo dichiar\u00f2 apertamente in un simposio:<\/p>\n<p>\u201e<em><strong>Le prove, sia sperimentali che provenienti da indagini sul campo, indicano che il contenuto di colesterolo, di per s\u00e9, di tutte le diete naturali non ha alcun effetto significativo n\u00e9 sul livello di colesterolo n\u00e9 sullo sviluppo dell\u2019aterosclerosi nell\u2019uomo.<\/strong>\u201d<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Un\u2019affermazione che oggi sorprende molti, ma che era gi\u00e0 chiara 70 anni fa.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Dalla colpa del colesterolo ai grassi saturi<\/strong><\/h3>\n<p>Non trovando alcuna relazione tra colesterolo alimentare e colesterolo nel sangue, Ancel Keys cambi\u00f2 bersaglio. Nacque cos\u00ec la celebre\u00a0<strong>\u201cipotesi dieta-cuore\u201d<\/strong>: l\u2019idea che non fosse tanto il colesterolo negli alimenti a essere pericoloso, ma i\u00a0<strong>grassi alimentari<\/strong>, in particolare i saturi.<\/p>\n<p>\ud83d\udccc Ma qui uno potrebbe dire che si nasconde una fallacia logica:<\/p>\n<ul>\n<li>Tutti gli alimenti che contengono colesterolo sono <strong>di origine animale<\/strong>\u00a0(carne, pesce, uova, latticini).<\/li>\n<li>E tutti questi alimenti contengono<strong>grassi<\/strong>: saturi, monoinsaturi e polinsaturi, in proporzioni variabili.<\/li>\n<li>Quindi, per aumentare il colesterolo nella dieta dei suoi soggetti, Keys<strong>doveva usare alimenti animali<\/strong>, che inevitabilmente contenevano anche grassi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\ud83d\udc49 Se trovava che il colesterolo alimentare non influenzava il colesterolo ematico \u2192 allora anche i grassi, che coesistono in quegli stessi alimenti, non potevano essere i responsabili diretti, perlomeno se dosati in dosaggi ragionevoli.<\/p>\n<p>Un altro punto cruciale: gli alimenti animali \u2014 carne, pesce, uova, formaggi \u2014 non contengono quasi\u00a0<strong>carboidrati<\/strong>. Se Keys avesse voluto individuare un macronutriente \u201cdiverso\u201d associato al rischio cardiovascolare, la scelta logica sarebbe stata quella di studiare i\u00a0<strong>carboidrati<\/strong>. Invece, l\u2019attenzione fu spostata esclusivamente sui grassi, aprendo la strada a decenni di demonizzazione di carne, burro e uova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le conclusioni<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li>Le prime accuse al colesterolo derivavano da esperimenti sui <strong>conigli<\/strong>, che naturalmente sono animali che non rappresentano il metabolismo umano.<\/li>\n<li>Gi\u00e0 negli anni \u201950, gli studi di Keys mostravano che il\u00a0<strong>colesterolo alimentare non alza il colesterolo nel sangue<\/strong>.<\/li>\n<li>La ricerca si \u00e8 quindi spostata sui <strong>grassi saturi<\/strong>, aprendo un nuovo capitolo che vedremo nella prossima newsletter.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La scienza \u00e8 un viaggio: capire da dove nascono le convinzioni ci aiuta a distinguere i miti dalle evidenze<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<div dir=\"ltr\">\n<div><\/div>\n<div>Pensando di farvi cosa gradita, in tema di <strong>grassi sani<\/strong>, vi consiglio un ottimo <strong>ghi<\/strong> da <strong>latte crudo biologico<\/strong>, con <strong>uno sconto speciale<\/strong> a voi riservato con codice <strong>SALUTE<\/strong>.<\/div>\n<\/div>\n<p>&#8211;&gt; <a href=\"https:\/\/veroghi.com\/?vg=98585\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/veroghi.com\/?vg=98585<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29017 lazyload\" data-src=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/VERO-GHI-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" data-srcset=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/VERO-GHI-300x300.png 300w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/VERO-GHI-150x150.png 150w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/VERO-GHI-12x12.png 12w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/VERO-GHI.png 600w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/300;\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>VEROGH\u00cd: un latte che nasce da un equilibrio naturale.<\/strong><br \/>\nAbbiamo scelto solo mandrie allevate <strong>in Italia<\/strong>, secondo natura e nel pieno rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>\ud83c\udf3e La terra viene coltivata con metodo <strong>biologico<\/strong>, fornendo pascoli e foraggi <strong>di montagna<\/strong> per un\u2019alimentazione tradizionale e genuina.<br \/>\n\ud83d\udc9a I nostri animali sono liberi di brucare, curati con <strong>rimedi omeopatici<\/strong>, senza residui farmacologici nel latte.<\/p>\n<p>\ud83c\udfe1 Le stalle sono aperte su entrambi i lati, immerse nel verde, progettate per garantire il massimo <strong>benessere animale<\/strong>.<br \/>\n\ud83d\udc76 Il 20% delle mucche resta in lattazione, mentre i vitelli vengono nutriti con <strong>latte materno<\/strong> fino allo svezzamento.<\/p>\n<p>\ud83c\udf31 Il <strong>70% del foraggio<\/strong> proviene dai nostri stessi campi, il restante 30% da produttori locali di fieno biologico.<br \/>\nQuesto mantiene viva la flora microbiologica del fieno, rendendo il nostro latte <strong>crudo e ricco di nutrienti autentici<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>VEROGH\u00cd \u00e8 pi\u00f9 di un latte: \u00e8 una scelta di <strong>qualit\u00e0, rispetto e sostenibilit\u00e0<\/strong>.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grazie per avermi letto anche questa settimana!<br \/>\nA presto per altri approfondimenti e se avete suggerimenti o argomenti che vorreste venissero trattati, scrivetemelo nei commenti!<\/p>\n<p>Grazie!<\/p>\n<p>Oliver<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colesterolo: amico o nemico? di Oliver Ruatti Per anni abbiamo sentito dire che il colesterolo negli alimenti fosse il principale responsabile delle malattie cardiache. 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