{"id":32724,"date":"2026-08-15T06:00:12","date_gmt":"2026-08-15T04:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=32724"},"modified":"2026-08-07T10:05:57","modified_gmt":"2026-08-07T08:05:57","slug":"bpc-157-il-peptide-del-corpo-che-guarisce-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/de\/bpc-157-il-peptide-del-corpo-che-guarisce-se-stesso\/","title":{"rendered":"BPC-157: Il peptide del corpo che guarisce s\u00e9 stesso"},"content":{"rendered":"<h2><strong>BPC-157: <\/strong><strong>Il peptide del corpo che guarisce s\u00e9 stesso: trent&#8217;anni di scienza, un mare di aneddoti, e uno strano vuoto in mezzo<\/strong><\/h2>\n<p>Se navighi anche solo un po&#8217; nel mondo del <strong>Biohacking<\/strong>, degli infortuni sportivi o della salute intestinale, prima o poi ti capiter\u00e0 di sentirlo nominare. Lo chiamano il peptide che ripara tutto. Lo racconta chi si \u00e8 ripreso da un tendine strappato in tempi impossibili. Lo prescrivono, a volte, medici dello sport. Lo prende in fiale, in capsule, spray sublinguali. Joe Rogan ne parla nei suoi podcast come di una piccola meraviglia. E dall&#8217;altra parte del ring c&#8217;\u00e8 l&#8217;establishment scientifico che scuote la testa: &#8220;non usarlo&#8221;, &#8220;il rapporto tra clamore ed evidenze \u00e8 fuori controllo&#8221;.<\/p>\n<h3>Chi ha ragione?<\/h3>\n<p>\u00c8 una domanda affascinante, e la risposta onesta \u00e8: <strong>entrambi, un po&#8217;.<\/strong>\u00a0BPC-157 \u00e8 uno dei casi in cui la scienza vera e il rumore di internet si sono infilati nella stessa stanza, e districarli richiede pazienza. Ma vale la pena farlo, perch\u00e9 la storia \u00e8 pi\u00f9 interessante della semplice contrapposizione tra &#8220;miracolo&#8221; e &#8220;bufala&#8221;.<\/p>\n<p>Partiamo dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Cos&#8217;\u00e8, in parole semplici<\/strong><\/h2>\n<p>BPC sta per\u00a0<strong>Body Protection Compound<\/strong>, &#8220;composto di protezione del corpo&#8221;. Il 157 \u00e8 il numero di serie del frammento specifico. Nella pratica \u00e8 un\u00a0<strong>Peptid<\/strong>, cio\u00e8 una catenina di aminoacidi, e per la precisione ne conta quindici. Non \u00e8 una molecola inventata in laboratorio dal nulla: \u00e8 la copia sintetica di un frammento estratto da una proteina pi\u00f9 grande, presente\u00a0<strong>nel nostro stesso succo gastrico<\/strong>, dove il corpo la utilizza come parte di un sistema naturale di protezione della mucosa intestinale.<\/p>\n<p>Questo dettaglio, apparentemente marginale, \u00e8 in realt\u00e0 la chiave narrativa di tutta la storia. Non stiamo parlando di una sostanza aliena. Stiamo parlando di un frammento di ci\u00f2 che il corpo produce spontaneamente per proteggersi dalle proprie acidit\u00e0, isolato negli anni Novanta da un gruppo di ricerca dell&#8217;Universit\u00e0 di Zagabria e poi studiato in modo continuativo per\u00a0<strong>oltre trent&#8217;anni<\/strong>, soprattutto in Croazia e a Taiwan. Non \u00e8 un peptide &#8220;nuovo&#8221;: \u00e8 un peptide molto studiato, ma in un modo particolare, e su questo torneremo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Come funziona (o meglio, come sembra funzionare)<\/strong><\/h2>\n<p>Qui dobbiamo dire una cosa che va contro la logica classica dei farmaci. Di solito, quando parliamo di come funziona una molecola, la storia \u00e8 del tipo: &#8220;si lega a questo recettore, attiva questa via, produce questo effetto&#8221;. L&#8217;insulina si lega al recettore dell&#8217;insulina. Gli oppioidi ai recettori mu. Semplice, lineare, verificabile.<\/p>\n<p>Con BPC-157 non funziona cos\u00ec. Non ha\u00a0<strong>eins<\/strong>\u00a0recettore riconosciuto a cui si lega in modo specifico. Sembra invece agire come un\u00a0<strong>modulatore di rete<\/strong>, cio\u00e8 come qualcosa che sposta contemporaneamente diverse leve del sistema di riparazione dei tessuti. \u00c8 un approccio che disturba i chimici classici, ma che potrebbe spiegare perch\u00e9 questa piccola molecola sembra fare cose cos\u00ec diverse in tessuti cos\u00ec diversi.<\/p>\n<p>Le leve che sembra muovere sono almeno quattro, e vale la pena vederle una per una perch\u00e9 tornano ovunque nella sua storia.<\/p>\n<p><strong>Costruisce vasi sanguigni nuovi.<\/strong>\u00a0Il termine tecnico \u00e8\u00a0<strong>angiogenesi<\/strong>: la formazione di piccoli capillari nei tessuti danneggiati. \u00c8 un dettaglio meno banale di quanto sembri, perch\u00e9 ci sono tessuti del corpo che guariscono male proprio perch\u00e9 sono poco vascolarizzati. Tendini, legamenti, la mucosa intestinale danneggiata: tessuti in cui il sangue arriva a fatica, e dove ogni ferita fatica a chiudersi. Immaginate BPC-157 come qualcuno che stende nuove condutture idrauliche nei quartieri della citt\u00e0 in cui l&#8217;acqua non arriva pi\u00f9. Non ripara direttamente il muro rotto, ma porta al cantiere tutto quello che serve per ripararlo.<\/p>\n<p><strong>Rinforza l&#8217;endotelio.<\/strong>\u00a0L&#8217;endotelio \u00e8 il rivestimento interno dei vasi sanguigni, una specie di tappezzeria delicatissima che regola l&#8217;infiammazione, il tono dei vasi, il passaggio delle molecole. BPC-157 sembra aiutare a mantenerlo in ordine, in parte attraverso l&#8217;ossido nitrico, la stessa molecola che avevamo incontrato nella newsletter sulla creatina e sulla fotobiomodulazione.<\/p>\n<p><strong>Ripara le &#8220;cuciture&#8221; dell&#8217;intestino.<\/strong>\u00a0Le cellule dell&#8217;intestino sono tenute insieme da veri e propri sigilli molecolari, chiamati\u00a0<strong>giunzioni strette<\/strong>\u00a0(zonula occludens, occludine, claudine, per gli appassionati di terminologia). Quando queste cuciture si allentano, la barriera intestinale diventa permeabile: passano cose che non dovrebbero passare, e il sistema immunitario reagisce. \u00c8 il fenomeno che nel linguaggio comune viene chiamato &#8220;leaky gut&#8221;, intestino permeabile. BPC-157 sembra aiutare a preservare o riparare queste giunzioni.<\/p>\n<p><strong>Rende i tessuti pi\u00f9 sensibili al proprio ormone della crescita.<\/strong>\u00a0Studi su cellule di tendine mostrano che, in presenza di BPC-157, aumenta l&#8217;espressione del\u00a0<strong>recettore dell&#8217;ormone della crescita<\/strong>. In pratica, il peptide non sostituisce l&#8217;ormone: rende il tessuto pi\u00f9 bravo ad &#8220;ascoltarlo&#8221;. \u00c8 come alzare il volume del segnale interno di rigenerazione senza aggiungere altri segnali esterni.<\/p>\n<p>Quattro leve, quattro punti di ingresso nel meccanismo di riparazione. Non \u00e8 la firma di un farmaco che accende un solo interruttore: \u00e8 il profilo di una molecola che accompagna un processo. E il processo in questione \u00e8, essenzialmente, la guarigione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Le prove: dove sono, e dove non ci sono<\/strong><\/h2>\n<p>Qui bisogna essere ordinati, perch\u00e9 \u00e8 il punto in cui la storia si fa complicata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Sugli animali: prove abbondanti, coerenti, sorprendenti<\/strong><\/h2>\n<p>Trent&#8217;anni di ricerca preclinica hanno prodotto una\u00a0<strong>letteratura sperimentale straordinariamente ricca<\/strong>. Nei modelli animali BPC-157 ha mostrato di accelerare la guarigione di tendini recisi, muscoli tagliati, ulcere gastriche e intestinali, ustioni, fratture ossee, lesioni nervose. In alcuni esperimenti spettacolari, si vede letteralmente al microscopio la differenza tra un tessuto trattato e uno di controllo: dove il gruppo di controllo mostra ancora una cicatrice piena di tessuto adiposo e collagene disorganizzato, il gruppo trattato mostra fibre muscolari ricongiunte e struttura simile al normale.<\/p>\n<p>Sono modelli animali, va detto chiaramente. Ma la biologia della riparazione tissutale \u00e8\u00a0<strong>profondamente conservata<\/strong>\u00a0tra mammiferi, ed \u00e8 proprio per questo che i modelli animali vengono usati in medicina. Non \u00e8 &#8220;solo topi&#8221;: \u00e8 un segnale coerente, ripetuto in laboratori indipendenti in decine di studi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Sull&#8217;uomo: quasi nulla, e c&#8217;\u00e8 un motivo<\/strong><\/h2>\n<p>E qui arriva il paradosso. Nonostante trent&#8217;anni di ricerca preclinica e un profilo di sicurezza apparentemente favorevole,\u00a0<strong>non esistono studi randomizzati controllati completati e pubblicati su BPC-157 nell&#8217;uomo, per nessuna indicazione<\/strong>. Zero.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una storia curiosa in mezzo, che vale la pena raccontare. Anni fa \u00e8 stato avviato uno studio di fase 2, multicentrico, in doppio cieco e con placebo, su BPC-157 per la colite ulcerosa. Il disegno metodologico sembrava serio. Poi lo studio, semplicemente, non \u00e8 mai stato pubblicato. Perch\u00e9? Non si sa con certezza. Nel mondo dei farmaci capita di frequente che uno studio non venga completato non per motivi scientifici ma per\u00a0<strong>motivi aziendali<\/strong>: acquisizioni, cambi di priorit\u00e0 commerciali, molecole &#8220;sciolte&#8221; perch\u00e9 non producono margini abbastanza alti da giustificare l&#8217;iter regolatorio. \u00c8 un pezzo del sistema di produzione della conoscenza medica di cui si parla poco, ma che spiega perch\u00e9 alcune domande semplicemente non trovano risposta.<\/p>\n<p>Ci sono anche piccole serie di casi umani in cistite interstiziale e in dolore cronico del ginocchio con risultati preliminari incoraggianti, ma sono studi minuscoli e vanno interpretati con cautela.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Gli aneddoti: molti, coerenti, non prova ma nemmeno rumore<\/strong><\/h2>\n<p>E poi ci sono gli aneddoti. Sportivi che raccontano di essersi ripresi da infortuni tendinei in tempi che i loro ortopedici trovavano difficili da spiegare. Persone con colite o intestino irritabile che descrivono un cambio di marcia dopo un ciclo. Recuperi post-operatori accelerati.<\/p>\n<p>Gli aneddoti, in medicina, non sono prove. Sono per\u00f2\u00a0<strong>segnali<\/strong>, soprattutto quando sono numerosi e sorprendentemente coerenti tra loro. E quando si allineano con il meccanismo biologico plausibile e con la letteratura preclinica, diventano abbastanza consistenti da meritare studi seri. Che al momento non ci sono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>L&#8217;intestino: il capitolo pi\u00f9 interessante<\/strong><\/h2>\n<p>Vale la pena approfondire un ambito in particolare, perch\u00e9 \u00e8 quello dove BPC-157 potrebbe aver pi\u00f9 senso concettualmente:\u00a0<strong>l&#8217;intestino<\/strong>. Ricordi da dove viene: dal succo gastrico. \u00c8 letteralmente un frammento di ci\u00f2 che il corpo produce per proteggere la propria mucosa gastrointestinale. Non sorprende, quindi, che sopravviva relativamente bene al passaggio attraverso lo stomaco (a differenza di molti altri peptidi, che si degradano subito) e che possa agire localmente sulla mucosa intestinale se assunto per bocca.<\/p>\n<p>Nei modelli animali di lesione intestinale, BPC-157 ha ridotto significativamente le dimensioni delle ulcere del colon indipendentemente dalla via di somministrazione, con effetti confermati in modelli diversi di infiammazione e danno. Il razionale biologico \u00e8 coerente: se il peptide sostiene la riparazione delle giunzioni strette, sostiene il flusso locale di sangue, e modula il segnale infiammatorio, allora ha molti modi per far bene alla mucosa danneggiata.<\/p>\n<p>Sull&#8217;uomo, come dicevamo, gli studi controllati mancano. Ma l&#8217;insieme del meccanismo, dei dati preclinici, dello studio di fase 2 mai pubblicato e degli aneddoti coerenti da parte di persone con colite o intestino irritabile ha reso questa la principale applicazione per cui la molecola circola. \u00c8 una delle poche aree in cui l&#8217;assunzione avviene\u00a0<strong>per via orale<\/strong>, e non con iniezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>E cervello e umore?<\/strong><\/h2>\n<p>Un capitolo pi\u00f9 speculativo, ma non del tutto peregrino. Sappiamo che intestino e cervello sono strettamente collegati attraverso il cosiddetto\u00a0<strong>Darm-Gehirn-Achse<\/strong>: l&#8217;infiammazione della mucosa, la barriera intestinale, il nervo vago e i metaboliti del microbiota influenzano l&#8217;umore, l&#8217;ansia, perfino la cognizione. Se BPC-157 modula davvero questa barriera e riduce l&#8217;infiammazione locale, non \u00e8 irragionevole ipotizzare effetti indiretti sull&#8217;umore.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, alcuni studi su animali suggeriscono effetti diretti sui sistemi della dopamina e della serotonina, sul comportamento sotto stress e sul recupero da traumi cerebrali. Come lavori esattamente non \u00e8 chiaro, e siamo davvero nel territorio delle ipotesi. Ma \u00e8 un fronte affascinante e da seguire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Cosa raccontano le persone che lo usano<\/strong><\/h2>\n<p>Detto tutto quello che va detto sulla mancanza di studi umani controllati, i pattern degli aneddoti riportati sono sorprendentemente ripetitivi, e vale la pena riassumerli con onest\u00e0. Sono osservazioni, non prove.<\/p>\n<p><strong>Intestino.<\/strong>\u00a0\u00c8 l&#8217;area di entusiasmo pi\u00f9 diffuso: chi lo usa per intestino irritabile o malattie infiammatorie intestinali riporta spesso una riduzione del gonfiore, un intestino &#8220;meno reattivo&#8221;, feci pi\u00f9 regolari, e in alcuni casi periodi di remissione pi\u00f9 lunghi. Le storie sono coerenti con il meccanismo teorico, ed \u00e8 la ragione per cui \u00e8 stato adottato cos\u00ec rapidamente in questa comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Infortuni e recupero.<\/strong>\u00a0Il secondo grande capitolo. Muscoli, tendini, legamenti che guariscono pi\u00f9 in fretta. Ripresa pi\u00f9 veloce dopo allenamenti intensi. Contusioni che scompaiono prima. Dolori articolari attenuati. Anche qui, il pattern \u00e8 coerente con la letteratura preclinica.<\/p>\n<p><strong>Sonno e senso di recupero.<\/strong>\u00a0Alcuni riportano un sonno pi\u00f9 ristoratore, la sensazione di alzarsi meno &#8220;acciaccati&#8221;. Se sia un effetto diretto o solo la conseguenza di un&#8217;infiammazione ridotta non \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p><strong>Umore.<\/strong>\u00a0Una minoranza descrive maggior calma, meno ansia, maggior resilienza. Effetto sottile, di solito. Non \u00e8 mai descritto come euforico o psicoattivo, il che, se non altro, ne rafforza la plausibilit\u00e0 biologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Modalit\u00e0 d\u2019assunzione e stato regolatorio <\/strong><\/h2>\n<p>Nelle community BPC-157 si usa in due modi principali. Per\u00a0<strong>via orale<\/strong>, tipicamente per indicazioni intestinali (colite, intestino irritabile, disturbi funzionali digestivi), a stomaco vuoto. Per\u00a0<strong>via iniettiva sottocutanea<\/strong>, di solito vicino all&#8217;area lesa, per infortuni muscolo-tendinei o articolari; alcuni protocolli prevedono anche iniezioni intra-articolari, sotto supervisione medica. In entrambi i casi, chi lo usa tende a lavorare in cicli, di solito qualche settimana di uso seguita da una pausa. Spesso viene combinato con altri peptidi (TB-500 per la parte tissutale, KPV per l&#8217;intestino) o con nutrienti come la glicina per il collagene.<\/p>\n<p><strong>BPC-157 non \u00e8 approvato come farmaco in nessun Paese al mondo.<\/strong>\u00a0La FDA americana lo ha esplicitamente dichiarato non idoneo alla preparazione galenica (il cosiddetto compounding), e ha classificato come illegali le formulazioni che circolano etichettate come &#8220;supplemento&#8221; o &#8220;cosmetico&#8221;. L&#8217;agenzia regolatoria australiana lo ha reso, dal 2023, una sostanza acquistabile solo con prescrizione medica specifica, con conseguenze penali per la sua importazione senza autorizzazione. La\u00a0<strong>WADA<\/strong>, l&#8217;agenzia mondiale antidoping, l&#8217;ha inserito nella lista delle sostanze proibite nel 2022 sotto la categoria\u00a0<strong>S0<\/strong>\u00a0(sostanze non approvate) proprio perch\u00e9 i suoi effetti sulla guarigione dei tessuti offrono un vantaggio potenziale sleale nel recupero atletico. Detto in modo semplice:\u00a0<strong>se sei un atleta a qualunque livello, anche amatoriale, controllato dalla WADA, l&#8217;uso di BPC-157 pu\u00f2 costarti una squalifica di anni<\/strong>, e non esistono deroghe terapeutiche per uso medico.<\/p>\n<p>Sul mercato, praticamente tutto il BPC-157 in circolazione viene venduto come &#8220;<strong>materiale da ricerca<\/strong>&#8221; o &#8220;reagente da laboratorio, non per uso umano&#8221;. Il che significa: nessun controllo sulla purezza, nessuna garanzia di sterilit\u00e0 delle fiale iniettabili, dosaggi effettivi spesso diversi dall&#8217;etichetta, contaminanti batterici o chimici possibili. Come per gli iniettabili di GHK-Cu di cui abbiamo parlato, in molti casi\u00a0<strong>il rischio principale non \u00e8 la molecola: \u00e8 quello che c&#8217;\u00e8 nella fiala insieme alla molecola<\/strong>.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una considerazione teorica di sicurezza che va detta, senza allarmismo ma con chiarezza: se il BPC-157 promuove davvero l&#8217;angiogenesi, cio\u00e8 la formazione di nuovi vasi sanguigni, \u00e8\u00a0<strong>teoricamente possibile<\/strong>\u00a0che possa favorire l&#8217;irrorazione di tumori pre-esistenti, che dai vasi sanguigni dipendono per crescere. Non c&#8217;\u00e8 evidenza sull&#8217;uomo che questo accada, ma non \u00e8 nemmeno stato mai studiato in modo formale. \u00c8 lo stesso paradosso che avevamo incontrato con il GHK-Cu, e vale la stessa nota di prudenza:\u00a0<strong>in presenza di neoplasie attive<\/strong>, o di sospetti diagnostici, questa molecola richiede molta cautela.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Zusammenfassend<\/strong><\/h2>\n<p>BPC-157 \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 interessanti del confine tra scienza consolidata e scienza in attesa. Ecco cosa portarsi via.<\/p>\n<p><strong>La biologia \u00e8 affascinante e coerente.<\/strong>\u00a0\u00c8 un frammento di un peptide protettivo del nostro succo gastrico, studiato in laboratorio da oltre trent&#8217;anni. Non si lega a un unico recettore, ma modula in modo delicato un intero sistema di riparazione tissutale: nuovi vasi sanguigni, endotelio pi\u00f9 sano, giunzioni intestinali pi\u00f9 solide, tessuti pi\u00f9 sensibili al proprio ormone della crescita.<\/p>\n<p><strong>Sugli animali le prove sono abbondanti e coerenti<\/strong>, in modelli molto diversi tra loro, e questo \u00e8 gi\u00e0 qualcosa di raro.<\/p>\n<p><strong>Sull&#8217;uomo i dati controllati non ci sono<\/strong>, e non ci sono per ragioni che riguardano pi\u00f9 il sistema di finanziamento della ricerca che l&#8217;interesse della domanda scientifica. \u00c8 un vuoto vero, non un giudizio negativo. Nel frattempo gli aneddoti sono molti, coerenti e allineati con il meccanismo teorico, il che \u00e8 pi\u00f9 di quello che si pu\u00f2 dire per molte mode.<\/p>\n<p><strong>Lo stato regolatorio nel 2026 \u00e8 molto restrittivo.<\/strong>\u00a0Non \u00e8 approvato in nessun Paese, la FDA lo ha escluso dalla preparazione galenica, la WADA lo vieta agli atleti, in Australia \u00e8 ora una questione penale. Praticamente tutto il BPC-157 in circolazione \u00e8 mercato grigio senza garanzie di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una scena, alla fine di questa storia, che vale la pena non chiudere. Da una parte l&#8217;establishment scientifico che, correttamente, ricorda che senza studi randomizzati controllati non si pu\u00f2 dire che una molecola funzioni. Dall&#8217;altra parte una comunit\u00e0 di persone che, correttamente, osserva che non tutte le domande interessanti trovano finanziatori per essere studiate, e che intanto ci sono pazienti in carne e ossa che soffrono. Nessuna delle due posizioni \u00e8 del tutto sbagliata, ed \u00e8 precisamente il tipo di tensione che rende affascinante fare divulgazione medica seria oggi.<\/p>\n<p>Il nostro compito, qui, non \u00e8 darti una risposta comoda. \u00c8 darti il quadro pi\u00f9 preciso possibile, e la fiducia che, con quel quadro in mano, potrai prendere decisioni <strong>informate e discernere<\/strong> la scienza dal marketing.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oliver<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BPC-157: Il peptide del corpo che guarisce s\u00e9 stesso: trent&#8217;anni di scienza, un mare di aneddoti, e uno strano vuoto in mezzo Se navighi anche solo un po&#8217; nel mondo del biohacking, degli infortuni sportivi o della salute intestinale, prima o poi ti capiter\u00e0 di sentirlo nominare. Lo chiamano il peptide che ripara tutto. 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