{"id":32966,"date":"2026-10-17T06:00:07","date_gmt":"2026-10-17T04:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=32966"},"modified":"2026-10-16T20:12:40","modified_gmt":"2026-10-16T18:12:40","slug":"ossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/de\/ossa\/","title":{"rendered":"Ossa forti e Osteoporosi"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Ossa forti e osteoporosi<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il tessuto vivo che sostiene la nostra autonomia<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una busta della spesa, un gradino preso male, una caduta in casa. A un certo punto della vita, la differenza tra un piccolo incidente e settimane di perdita di autonomia pu\u00f2 dipendere da qualcosa che non vediamo e di cui, di solito, non ci occupiamo finch\u00e9 non si rompe: la resistenza delle nostre ossa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con i muscoli il rapporto \u00e8 immediato. Li sentiamo lavorare, li vediamo cambiare, ci accorgiamo quando diventano pi\u00f9 deboli. Le ossa sono pi\u00f9 discrete. Possono perdere resistenza per anni senza provocare dolore. E quando l\u2019osteoporosi si manifesta con una frattura, il processo spesso \u00e8 iniziato molto prima.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 facile ridurre la questione a una parola: calcio. Ma un osso resistente richiede anche una struttura proteica, cellule capaci di rinnovarla, segnali ormonali e sollecitazioni che rendano utile mantenerla. Possiamo capire come prendercene cura seguendo quello che succede dentro lo scheletro, dal gesto di salire una scala alla scelta di ci\u00f2 che mettiamo nel piatto.<\/p>\n<h2><strong>Dentro un osso il cantiere resta aperto\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un osso sembra una struttura definitiva. In realt\u00e0, al suo interno, alcune cellule rimuovono tessuto e altre ne costruiscono di nuovo. Gli osteoclasti riassorbono porzioni di osso; gli osteoblasti depositano una matrice che viene poi mineralizzata. Questo lavoro coordinato permette di riparare piccoli danni e rinnovare la struttura. Gli osteociti, cellule immerse nel tessuto osseo, contribuiscono a dirigere il processo e percepiscono le sollecitazioni meccaniche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pensiamo a un edificio che venga ristrutturato mentre continuiamo ad abitarlo. Se una squadra rimuove materiale e l\u2019altra ne ricostruisce una quantit\u00e0 adeguata, l\u2019edificio mantiene la propria solidit\u00e0. Se nel tempo viene tolto pi\u00f9 di quanto sia ricostruito, la struttura si impoverisce. Nell\u2019osteoporosi diminuiscono la massa ossea e la qualit\u00e0 dell\u2019architettura interna, aumentando la probabilit\u00e0 di frattura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Conta anche come \u00e8 disposto il materiale. La parte esterna dell\u2019osso forma una parete compatta; all\u2019interno di molte ossa c\u2019\u00e8 una rete di piccole strutture chiamate trabecole. Una rete ben organizzata distribuisce i carichi. Quando alcune connessioni si assottigliano o si interrompono, la resistenza pu\u00f2 peggiorare oltre ci\u00f2 che suggerisce la sola quantit\u00e0 di minerale presente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il calcio e il fosfato contribuiscono alla durezza, mentre una matrice ricca di collagene conferisce anche tenacit\u00e0. L\u2019analogia con il cemento armato aiuta: occorrono sia la componente minerale sia l\u2019impalcatura che la sostiene. Mangiare abbastanza proteine serve anche a questo, oltre che a mantenere i muscoli che muovono e proteggono lo scheletro.<\/p>\n<h2><strong>L\u2019osso si adatta a quello che gli chiediamo<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando un muscolo tira sul proprio tendine o appoggiamo il piede a terra, lo scheletro riceve una sollecitazione. Gli osteociti partecipano alla traduzione di quel carico in segnali che regolano formazione e riassorbimento. Lo stimolo dipende da intensit\u00e0, velocit\u00e0, direzione e novit\u00e0 del carico. Per questo mezz\u2019ora di nuoto e mezz\u2019ora di esercizi di forza possono essere entrambe utili alla salute, ma produrre effetti diversi sulle ossa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Camminare rimane prezioso per muoversi con regolarit\u00e0 e mantenere la funzione. Per stimolare maggiormente lo scheletro, per\u00f2, spesso serve affiancare esercizi contro resistenza. Alzarsi da una sedia, salire un gradino, spingere, tirare e sollevare un carico possono diventare parte di una progressione adatta alla persona. La difficolt\u00e0 deve crescere mentre migliorano forza e tecnica: ripetere per sempre un compito ormai facilissimo offre uno stimolo diverso rispetto a continuare ad allenarsi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un esempio interessante arriva dallo studio LIFTMOR. Donne dopo la menopausa con bassa massa ossea hanno seguito per otto mesi due sedute settimanali di circa trenta minuti, con esercizi di forza ad alta intensit\u00e0 e una componente di impatto, sotto supervisione. Rispetto al programma di confronto sono migliorati alcuni parametri della densit\u00e0 ossea e della funzione fisica. La lezione pratica \u00e8 incoraggiante: anche uno scheletro fragile pu\u00f2 rispondere all\u2019allenamento. La selezione delle partecipanti, l\u2019apprendimento e la supervisione facevano per\u00f2 parte dell\u2019intervento, proprio come i pesi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche i salti possono offrire uno stimolo osseo. Uno studio in donne prima della menopausa ha osservato miglioramenti della densit\u00e0 dell\u2019anca dopo sedici settimane di dieci oppure venti salti per sessione, due volte al giorno. \u00c8 un risultato su una popolazione precisa e su un indicatore di salute ossea; non dimostra che quel programma prevenga le fratture in ogni persona con osteoporosi. Chi ha fratture vertebrali, dolore o un equilibrio precario deve concordare il livello di impatto e i movimenti appropriati con un professionista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Accanto alla forza serve allenare la capacit\u00e0 di restare in piedi. Recuperare l\u2019equilibrio dopo un inciampo, alzarsi con facilit\u00e0, vedere bene e usare calzature adatte pu\u00f2 avere conseguenze concrete sul rischio di cadere. Una maggiore densit\u00e0 ossea \u00e8 utile, ma evitare una caduta resta un risultato altrettanto importante.<\/p>\n<h2><strong>Per costruire serve anche energia<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lo stimolo dell\u2019allenamento pone una richiesta al corpo. Per rispondere, il corpo deve disporre delle risorse necessarie. Una dieta molto restrittiva, soprattutto insieme a un grande volume di esercizio, pu\u00f2 lasciare poca energia alle funzioni che devono mantenere i tessuti. Il problema pu\u00f2 presentarsi anche in persone sportive e apparentemente in forma.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La bassa disponibilit\u00e0 energetica pu\u00f2 alterare il metabolismo osseo e gli ormoni riproduttivi. Nelle donne, cicli molto irregolari o la scomparsa delle mestruazioni meritano una valutazione; negli uomini possono comparire alterazioni ormonali e riduzione della libido. Non sono segnali da archiviare come inevitabili effetti dell\u2019essere atletici. Un indice di massa corporea normale, da solo, non garantisce che l\u2019energia disponibile sia adeguata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le proteine forniscono gli amminoacidi necessari alla matrice ossea e alla muscolatura. Per molte persone anziane, un riferimento pratico \u00e8 circa 1,2 a 1,6 grammi per chilo di peso al giorno, da adattare alle condizioni cliniche. Per una persona di 70 chili significa circa 84 a 112 grammi. Chi si allena con regolarit\u00e0 o ha esigenze particolari pu\u00f2 avere obiettivi differenti, ma 1,6 grammi per chilo non \u00e8 una soglia minima universale per proteggere le ossa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Distribuire le fonti proteiche nei pasti rende pi\u00f9 facile raggiungere un apporto sufficiente. Pesce, uova, latticini se tollerati, carne, legumi e prodotti a base di soia possono contribuire in combinazioni diverse. Non occorre trasformare ogni pasto in un calcolo, ma accorgersi se la giornata passa con poco pi\u00f9 di un caff\u00e8 a colazione, un\u2019insalata a pranzo e una piccola porzione proteica a cena.<\/p>\n<h2><strong>Il calcio conta anche quando gli esami sono normali<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il calcio nel sangue viene mantenuto entro limiti stretti perch\u00e9 \u00e8 indispensabile per nervi, muscoli e numerose reazioni cellulari. Lo scheletro rappresenta una grande riserva. Un valore ematico normale, quindi, non dimostra che ne stiamo mangiando abbastanza o che le ossa siano forti: il corpo pu\u00f2 difendere la concentrazione circolante anche modificando gli scambi con il tessuto osseo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Molte raccomandazioni indicano circa 1.000 mg al giorno per gli adulti e 1.200 mg per le donne dopo i cinquant\u2019anni e gli uomini oltre i settanta, considerando alimenti e integratori insieme. I riferimenti variano in parte tra paesi e organizzazioni. Il principio utile \u00e8 stimare quanto ne arriva realmente dalla dieta e correggere l\u2019eventuale differenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Latte, yogurt e formaggi sono fonti concentrate, ma esistono alternative. Bevande vegetali arricchite, tofu preparato con sali di calcio, sardine con le lische commestibili, alcune verdure e acque ricche di calcio possono contribuire. Per i prodotti fortificati e l\u2019acqua, leggere l\u2019etichetta \u00e8 essenziale: due confezioni simili possono fornire quantit\u00e0 molto diverse.<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<td width=\"226\">Alimento<\/td>\n<td width=\"163\">Porzione<\/td>\n<td width=\"245\">Calcio indicativo<\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"226\">Latte<\/td>\n<td width=\"163\">250 ml<\/td>\n<td width=\"245\">Circa 300 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Yogurt naturale<\/td>\n<td width=\"163\">150 g<\/td>\n<td width=\"245\">Circa 200 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Bevanda vegetale con 120 mg per 100 ml<\/td>\n<td width=\"163\">250 ml<\/td>\n<td width=\"245\">300 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Formaggio stagionato<\/td>\n<td width=\"163\">30 g<\/td>\n<td width=\"245\">Circa 240 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Sardine in scatola con lische<\/td>\n<td width=\"163\">60 g<\/td>\n<td width=\"245\">Circa 240 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Acqua con 300 mg per litro<\/td>\n<td width=\"163\">Un litro<\/td>\n<td width=\"245\">300 mg<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Mandorle<\/td>\n<td width=\"163\">30 g<\/td>\n<td width=\"245\">Circa 75 mg<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">La tabella serve a costruire una giornata, non a decretare un alimento vincitore. Uno yogurt, una bevanda arricchita e un\u2019acqua calcica possono gi\u00e0 coprire una parte importante dell\u2019apporto. Se la dieta resta insufficiente, l\u2019integratore pu\u00f2 colmare il divario. Aggiungere automaticamente 1.000 mg in capsule a un\u2019alimentazione che ne fornisce gi\u00e0 abbastanza aumenta l\u2019introito senza risolvere un problema identificato. Dosi elevate possono inoltre favorire disturbi gastrointestinali e, in alcune circostanze, calcoli renali.<\/p>\n<h2><strong>La vitamina D e il significato dei numeri<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La vitamina D favorisce l\u2019assorbimento intestinale del calcio e partecipa alla regolazione del metabolismo osseo. Quando manca in modo importante, la mineralizzazione pu\u00f2 diventare difettosa: nell\u2019adulto si parla di osteomalacia. \u00c8 un problema diverso dall\u2019osteoporosi, anche se le due condizioni possono coesistere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Correggere una carenza ha senso. Inseguire concentrazioni sempre pi\u00f9 alte \u00e8 un\u2019altra decisione. Non esiste un consenso che giustifichi un obiettivo di 40 a 80 ng\/mL per tutta la popolazione. Secondo i riferimenti delle National Academies, circa 20 ng\/mL sono adeguati per la maggior parte delle persone sane. In ambito clinico alcune raccomandazioni utilizzano obiettivi differenti, per esempio in pazienti con osteoporosi o in terapia: il valore va interpretato insieme alla situazione della persona.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un grande studio, VITAL, aiuta a capire questa distinzione: In oltre 25.000 adulti non selezionati per carenza di vitamina D o osteoporosi, 2.000 UI al giorno non hanno ridotto le fratture rispetto al placebo. Il risultato non nega l\u2019utilit\u00e0 di trattare una carenza; mostra che aggiungere vitamina D a tutti non riproduce necessariamente quel beneficio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella gestione dell\u2019osteoporosi vengono spesso impiegate dosi giornaliere di 800 a 2.000 UI, secondo rischio, livelli e trattamento. Le 5.000 UI al giorno non sono una dose standard da suggerire a chiunque, e superano il limite massimo tollerabile abituale di 4.000 UI per gli adulti senza supervisione. Anche gli esami vanno scelti con criterio: lo screening sistematico delle persone sane non \u00e8 generalmente raccomandato, mentre il dosaggio pu\u00f2 essere utile in presenza di indicazioni cliniche.<\/p>\n<h2><strong>Magnesio e vitamina K senza scorciatoie<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il magnesio \u00e8 presente nell\u2019osso e interviene nei processi che regolano vitamina D e paratormone. Assumerne abbastanza fa parte della cura dell\u2019alimentazione. Una carenza va corretta, ma non abbiamo prove sufficienti per prescrivere magnesio a tutti con l\u2019obiettivo di prevenire le fratture.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La vitamina K serve invece ad attivare alcune proteine, tra cui l\u2019osteocalcina, coinvolta nel tessuto osseo. Le verdure a foglia apportano soprattutto K1; natto, alcuni formaggi e alimenti animali contengono diverse forme di K2. La distinzione \u00e8 reale, ma la formula \u201cK1 per il sangue, K2 per le ossa\u201d separa troppo nettamente funzioni che condividono la stessa famiglia vitaminica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La K2 viene spesso descritta come un vigile che manda il calcio nelle ossa e lo tiene lontano dalle arterie. L\u2019immagine aiuta a ricordare il ruolo di alcune proteine dipendenti dalla vitamina K, ma non dimostra che una capsula impedisca calcificazioni o fratture. Alcuni studi hanno osservato un rallentamento della perdita ossea, altri hanno migliorato gli indicatori di attivazione dell\u2019osteocalcina senza modificare significativamente densit\u00e0 o struttura. Per questo non la presenterei come un\u2019aggiunta obbligatoria a ogni assunzione di vitamina D. Chi usa antagonisti della vitamina K, come il warfarin, deve concordare eventuali modifiche dell\u2019apporto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche lo zinco partecipa ai processi di formazione ossea. Carne, molluschi, legumi e semi contribuiscono all\u2019apporto: correggere una carenza \u00e8 utile, mentre dosi elevate assunte a lungo senza una ragione possono interferire con l\u2019assorbimento del rame. L\u2019obiettivo \u00e8 una dieta completa, non accumulare minerali nella speranza di rendere lo scheletro pi\u00f9 resistente.<\/p>\n<h2><strong>Gli ormoni modificano il ritmo del cantiere<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli estrogeni contribuiscono a contenere il riassorbimento osseo. Con la menopausa il loro calo pu\u00f2 accelerare la perdita, proprio mentre molti anni di piccoli squilibri iniziano a farsi sentire. Questo spiega perch\u00e9 la salute dello scheletro meriti attenzione durante la transizione menopausale, oltre alla gestione dei sintomi pi\u00f9 visibili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La terapia ormonale della menopausa pu\u00f2 prevenire la perdita ossea e ridurre le fratture. La decisione considera sintomi, et\u00e0, tempo trascorso dalla menopausa, controindicazioni e rischi individuali. Per molte donne sane con sintomi, sotto i sessant\u2019anni e vicine all\u2019inizio della menopausa, il rapporto tra benefici e rischi pu\u00f2 essere favorevole.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anche negli uomini uno stato di ipogonadismo pu\u00f2 contribuire alla fragilit\u00e0 ossea. Gli estrogeni, prodotti in parte dalla conversione del testosterone, hanno un ruolo importante anche nello scheletro maschile. Trattare un deficit ormonale documentato \u00e8 diverso dal cercare livelli genericamente \u201cottimali\u201d. Il testosterone pu\u00f2 aumentare la densit\u00e0 ossea, ma nello studio TRAVERSE non ha ridotto le fratture: queste sono risultate pi\u00f9 frequenti nel gruppo trattato. Migliorare un indicatore biologico e prevenire una frattura non sono sempre la stessa cosa.<\/p>\n<h2><strong>Il microbiota e le piste ancora in esplorazione<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intestino influenza l\u2019assorbimento dei nutrienti e produce segnali capaci di raggiungere altri organi. Uno studio nei topi ha aggiunto un tassello curioso: differenze nel microbiota modificavano la risposta dello scheletro al carico meccanico. Tra i mediatori identificati comparivano citrullina e arginina, coinvolte nella produzione di ossido nitrico e nei segnali con cui gli osteociti rispondono alle sollecitazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 una pista affascinante perch\u00e9 suggerisce che lo stimolo dell\u2019esercizio possa essere modulato anche da ci\u00f2 che accade nell\u2019intestino. Per ora, per\u00f2, non abbiamo un protocollo umano dimostrato che giustifichi tre grammi di citrullina al giorno per prevenire l\u2019osteoporosi. Il boro si trova in una situazione simile: alcuni dati metabolici sono interessanti, ma mancano prove cliniche solide di prevenzione delle fratture con un\u2019integrazione abituale. Possiamo apprezzare la ricerca senza trasformare ogni nuovo meccanismo in una prescrizione.<\/p>\n<h2><strong>Quando serve misurare e quando serve curare<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019osteoporosi spesso non d\u00e0 sintomi prima di una frattura. Una frattura dopo una caduta dalla propria altezza, una perdita significativa di statura o un dolore dorsale improvviso possono meritare una valutazione. Contano anche et\u00e0, familiarit\u00e0, menopausa precoce, uso prolungato di cortisonici, sottopeso e malattie che alterano assorbimento o metabolismo osseo. L\u2019osteoporosi riguarda anche gli uomini e, quando compare in persone giovani, richiede una ricerca attenta delle cause.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La densitometria con tecnica DXA, comunemente chiamata MOC, misura la densit\u00e0 minerale soprattutto a livello di colonna e anca. Nelle donne dopo la menopausa e negli uomini dai cinquant\u2019anni, un T score pari o inferiore a -2,5 in sedi appropriate pu\u00f2 definire l\u2019osteoporosi densitometrica. Nelle persone pi\u00f9 giovani si usa soprattutto lo Z score, che confronta il risultato con persone della stessa et\u00e0: un valore basso non va interpretato applicando automaticamente le categorie dei pi\u00f9 anziani.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il referto \u00e8 una parte della valutazione. Una precedente frattura, le cadute e le condizioni cliniche possono rendere elevato il rischio anche senza raggiungere quella soglia. Strumenti come FRAX aiutano a stimare la probabilit\u00e0 di frattura e a orientare le decisioni. Gli esami del sangue, scelti dal medico, servono anche a individuare cause trattabili: alterazioni del calcio o del paratormone, malassorbimento, problemi tiroidei e altre condizioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando il rischio \u00e8 alto, soprattutto dopo una frattura da fragilit\u00e0, aspettare che dieta e palestra facciano tutto pu\u00f2 significare lasciare la persona esposta a un\u2019altra frattura. Esistono farmaci che rallentano il riassorbimento e altri che stimolano la formazione ossea; la scelta e la sequenza dipendono dal rischio e dalla situazione clinica. Calcio, vitamina D quando necessaria ed esercizio accompagnano questi trattamenti. Alcune terapie richiedono inoltre una continuit\u00e0 precisa: il denosumab, per esempio, non va interrotto senza un piano alternativo, perch\u00e9 pu\u00f2 seguire un rapido aumento del riassorbimento e del rischio di fratture vertebrali.<\/p>\n<h2><strong>Proteggere le ossa significa proteggere i gesti quotidiani<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per chi vuole cominciare, il primo passo pu\u00f2 essere molto concreto: capire se l\u2019alimentazione fornisce abbastanza energia, proteine e calcio, e affiancare alle camminate un allenamento di forza progressivo. Chi inciampa spesso o si sente instabile ha una ragione in pi\u00f9 per lavorare su equilibrio e funzione, oltre che per controllare ci\u00f2 che aumenta il rischio di cadere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se ci sono gi\u00e0 fratture, fattori di rischio o una diagnosi di osteoporosi, serve anche un percorso clinico. Gli integratori trovano posto quando colmano un bisogno identificato; gli obiettivi rimangono costruire e mantenere uno scheletro resistente, muoversi con sicurezza e ridurre le fratture.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Smettere di fumare e limitare l\u2019alcol contribuisce alla prevenzione, insieme alle scelte alimentari e al movimento. I cambiamenti delle ossa richiedono tempo: una buona settimana non modifica sensibilmente la densitometria, mentre abitudini mantenute e terapie appropriate possono cambiare la traiettoria negli anni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il risultato che ci interessa \u00e8 poter prendere in braccio un nipote, portare la spesa e rialzarci da una sedia con fiducia. Dentro le ossa il cantiere continua a lavorare. Possiamo dargli uno stimolo adeguato, le risorse per rispondere e, quando occorre, una cura capace di cambiare il rischio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">E tu cosa fai per proteggere le tue ossa o finora non ci avevi mai pensato? Fammelo sapere nei commenti e se hai dubbi o domande, non esitare a chiedere!<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ossa forti e osteoporosi Il tessuto vivo che sostiene la nostra autonomia Una busta della spesa, un gradino preso male, una caduta in casa. 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