{"id":32709,"date":"2026-08-08T06:00:42","date_gmt":"2026-08-08T04:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=32709"},"modified":"2026-08-06T16:32:45","modified_gmt":"2026-08-06T14:32:45","slug":"bevi-8-bicchieri-dacqua-al-giorno-la-verita-e-unaltra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/en\/bevi-8-bicchieri-dacqua-al-giorno-la-verita-e-unaltra\/","title":{"rendered":"Bevi 8 bicchieri d&#8217;acqua al giorno? La verit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>La regola nasce nel 1945 con una precisazione fondamentale, poi persa per strada.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco cosa serve davvero.<\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><b>Idratazione<\/b><\/h2>\n<h3><b>Quanta acqua serve davvero, cosa cambia per il tuo benessere, e perch\u00e9 il tuo corpo \u00e8 pi\u00f9 intelligente di qualsiasi app<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Guardati intorno: borracce ovunque. In ufficio, in palestra, sul comodino, agganciate allo zaino. App che vibrano per ricordarti di bere, influencer che sfoggiano bottiglie da due litri con le tacche delle ore, l&#8217;imperativo silenzioso di essere sempre, costantemente, ossessivamente idratati. L&#8217;acqua \u00e8 diventata un simbolo di benessere, quasi una moralit\u00e0: bere tanto \u00e8 &#8220;prendersi cura di s\u00e9&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma quanto di tutto questo \u00e8 scienza, e quanto \u00e8 marketing? La risposta, come spesso accade, \u00e8 pi\u00f9 interessante e pi\u00f9 liberatoria di quanto ci aspettiamo. Perch\u00e9 il tuo corpo, su questo, \u00e8 straordinariamente pi\u00f9 intelligente di qualsiasi promemoria sul telefono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Partiamo dal mito che ha dato il via a tutto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Da dove nascono gli &#8220;otto bicchieri al giorno&#8221;<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 una di quelle regole che tutti conoscono e nessuno sa da dove venga. &#8220;Bevi almeno otto bicchieri d&#8217;acqua al giorno.&#8221; Suona ufficiale, salutare, indiscutibile. Ed \u00e8, in gran parte, un equivoco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;origine \u00e8 documentata. Nel 1945 il Food and Nutrition Board statunitense raccomand\u00f2 un consumo di circa 2,5 litri d&#8217;acqua al giorno per un adulto. Ma la frase\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">successiva<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0di quella stessa raccomandazione diceva chiaramente che\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">una parte di questa quantit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 contenuta nei cibi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Quella seconda frase, cruciale, si \u00e8 persa per strada. \u00c8 rimasto solo il numero, trasformato negli anni nella formula facile da ricordare degli &#8220;8 bicchieri da 8 once&#8221;: l&#8217;8\u00d78. Un consiglio nato monco, ripetuto per decenni come verit\u00e0 scientifica, quando in realt\u00e0\u00a0<\/span><b>non \u00e8 mai stato basato su alcuno studio.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci ha messo del suo, va detto, anche l&#8217;industria dell&#8217;acqua in bottiglia, per cui l&#8217;idea che serva bere molto pi\u00f9 di quanto il corpo chieda \u00e8, semplicemente, un ottimo modello di business.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Quanta acqua serve davvero<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La risposta onesta \u00e8:\u00a0<\/span><b>dipende<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, e non esiste un numero magico uguale per tutti. Le stime di riferimento parlano di un\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fabbisogno idrico totale<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0di circa 2,7 litri al giorno per le donne e 3,7 per gli uomini, ma attenzione a due parole:\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">total<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0and\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">stime<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Totale&#8221; significa\u00a0<\/span><b>tutta<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0l&#8217;acqua che entra nel corpo, non quella che devi bere. E qui c&#8217;\u00e8 il dato che cambia la prospettiva: circa il\u00a0<\/span><b>20-30% arriva dal cibo.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Frutta e verdura sono acqua per la gran parte del loro peso (un&#8217;anguria \u00e8 acqua al 91%, un cetriolo quasi al 96%), ma anche cibi insospettabili ne contengono molta: persino un uovo \u00e8 acqua per tre quarti. E poi contano tutte le altre bevande: t\u00e8, tisane, latte, e s\u00ec, anche il caff\u00e8. No,\u00a0<\/span><b>alle dosi abituali e in chi lo beve regolarmente il caff\u00e8 non ti disidrata<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: il suo lieve effetto diuretico \u00e8 ampiamente superato dall&#8217;acqua che contiene, e il corpo si adatta rapidamente a chi ne consuma tutti i giorni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C&#8217;\u00e8 un altro modo di guardare la questione che rende ancora pi\u00f9 chiaro perch\u00e9 non esista un numero magico: la quota di acqua che prendiamo dal cibo cambia enormemente a seconda della cultura alimentare. In una popolazione irlandese si aggira intorno al 33%, in Giappone e presso alcuni popoli indigeni sudamericani arriva addirittura al 50%. Chi mangia molto pesce, riso, verdure cotte in brodo e minestre beve semplicemente meno perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 idratato attraverso i piatti. Chi vive di cibi secchi deve invece bere di pi\u00f9. Il fabbisogno &#8220;da bere&#8221;, in altre parole, si aggiusta da solo attorno a quello che c&#8217;\u00e8 nel piatto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il fabbisogno reale, poi, varia enormemente da persona a persona: dipende dalla corporatura, dal clima, da quanto ti muovi, da quanto sudi. Le agenzie internazionali stesse non concordano su un unico numero: le stime europee (EFSA) parlano di 2,0 litri per le donne e 2,5 per gli uomini, l&#8217;OMS di 2,7 e 3,2, gli americani di 2,7 e 3,7. Se non c&#8217;\u00e8 accordo tra chi fa i calcoli per mestiere, il &#8220;numero unico valido per tutti&#8221; semplicemente non esiste. Esiste il\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">tuo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0fabbisogno, in\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">questa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0giornata.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Idratazione, energia e benessere: cosa cambia davvero<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Qui arriviamo al punto che interessa di pi\u00f9:\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">cosa cambia, concretamente, per come sto?<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0La risposta ha una logica unica, ed \u00e8 la stessa che attraversa tutto questo articolo:\u00a0<\/span><b>evitare la disidratazione d\u00e0 benefici reali; superare il fabbisogno non ne aggiunge.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Testa, umore ed energia.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00c8 l&#8217;effetto pi\u00f9 quotidiano. Gi\u00e0 una disidratazione lieve: nell&#8217;ordine dell&#8217;1-2% del peso corporeo, che si pu\u00f2 raggiungere anche solo con una giornata storta e poca acqua, tende a peggiorare l&#8217;umore, aumentare la sensazione di fatica, di tensione, di scarsa lucidit\u00e0. Su questo le evidenze sono abbastanza solide, con una sfumatura onesta: l&#8217;effetto pi\u00f9 consistente riguarda proprio l&#8217;<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">umore e la percezione di sforzo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, mentre l&#8217;impatto sui test cognitivi veri e propri \u00e8 pi\u00f9 variabile da studio a studio. In parole semplici: la disidratazione ti fa sentire pi\u00f9 stanco e meno brillante: reidratarsi, se sei disidratato, aiuta. Ma bere\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">oltre<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0il necessario non ti rende pi\u00f9 intelligente o pi\u00f9 energico: reidrata chi \u00e8 a secco, non potenzia chi \u00e8 gi\u00e0 a posto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Mal di testa.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00c8 uno dei segnali precoci pi\u00f9 comuni, e provare a bere quando arriva \u00e8 un intervento plausibile, poco costoso e a basso rischio. Va detto, in tutta onest\u00e0, che gli studi clinici sono ancora pochi e con risultati non sempre concordi: un trial ha mostrato un miglioramento della qualit\u00e0 di vita nei pazienti con emicrania che aumentavano l&#8217;apporto di acqua, ma senza ridurre in modo significativo i giorni di cefalea. Insomma, ha senso provarci prima di ricorrere ad altro, ma senza aspettarsi miracoli.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Sport e performance fisica.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00c8 l&#8217;area meglio documentata di tutte. Quando la perdita di liquidi supera il 2% circa del peso corporeo, calano resistenza, forza e capacit\u00e0 di regolare la temperatura corporea. Qui l&#8217;idratazione conta sul serio, ed \u00e8 anche il terreno dove gli elettroliti entrano davvero in gioco.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>E la pelle?<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Qui devo essere schietta, perch\u00e9 \u00e8 il mito pi\u00f9 venduto. L&#8217;idea che &#8220;bere tanta acqua&#8221; idrati la pelle dall&#8217;interno, cancelli le rughe e regali un incarnato luminoso \u00e8, nella persona sana e gi\u00e0 idratata,\u00a0<\/span><b>in gran parte un mito.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Una disidratazione marcata rende la pelle meno turgida, questo s\u00ec; ma non c&#8217;\u00e8 prova solida che, se sei gi\u00e0 idratato, bere di pi\u00f9 migliori l&#8217;aspetto della pelle. L&#8217;acqua non \u00e8 una crema che agisce dall&#8217;interno.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>E il &#8220;detox&#8221;?<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Altra mezza verit\u00e0 gonfiata. I tuoi reni filtrano il sangue ed eliminano le scorie ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro, benissimo, da soli. Bere litri in pi\u00f9 non &#8220;lava via le tossine&#8221; pi\u00f9 di quanto non facciano gi\u00e0: produce solo pi\u00f9 pip\u00ec. E c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: uno dei trial clinici pi\u00f9 solidi in materia (studio CKD-WIT, su adulti con malattia renale cronica) ha mostrato che\u00a0<\/span><b>aumentare deliberatamente l&#8217;apporto idrico non ha rallentato il declino della funzione renale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0rispetto al gruppo di controllo. Se &#8220;pi\u00f9 acqua = pi\u00f9 salute&#8221; fosse vero, si sarebbe visto proprio l\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il messaggio della sezione, in una riga:\u00a0<\/span><b>la disidratazione fa stare peggio; l&#8217;iper-idratazione non fa stare meglio.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Il punto dolce sta nel mezzo ed \u00e8 l\u00ec che il corpo, da solo, cerca di tenerti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Un sistema che si regola da solo<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed eccoci alla parte pi\u00f9 affascinante:\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Come<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0fa il corpo a tenerti nel punto giusto senza che tu ci pensi. Perch\u00e9 il vero motivo per cui non serve un&#8217;app che ti dice di bere \u00e8 che ne hai gi\u00e0 una, incorporata, molto pi\u00f9 sofisticata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al centro ci sono i\u00a0<\/span><b>reni<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, i grandi contabili dell&#8217;acqua: ogni giorno filtrano il sangue e decidono, minuto per minuto, quanta acqua trattenere e quanta eliminarne con l&#8217;urina. A dirigerli c&#8217;\u00e8 un ormone dal nome un po&#8217; ostico, la\u00a0<\/span><b>vasopressina<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0(o ADH, ormone antidiuretico): funziona come un rubinetto. Quando il corpo ha poca acqua, la vasopressina sale e dice ai reni &#8220;trattieni&#8221; e infatti l&#8217;urina diventa scura e concentrata. Quando l&#8217;acqua abbonda, la vasopressina scende e i reni lasciano andare: urina chiara e abbondante.<\/span><\/p>\n<h4><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa &#8220;misura&#8221; questo sistema? Soprattutto l&#8217;<\/span><b>osmolarit\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0del sangue, cio\u00e8 quanto \u00e8 concentrato (=numero particelle per litro) e il protagonista di quella concentrazione \u00e8 il\u00a0<\/span><b>sodio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Acqua e sodio sono due facce della stessa medaglia: l&#8217;equilibrio idrico \u00e8, in fondo, un equilibrio di sale. (\u00c8 lo stesso tipo di regia ormonale di cui abbiamo parlato per la tiroide: per questo chi assume diuretici, o i farmaci GLP-1, o ha certe condizioni, deve prestare pi\u00f9 attenzione a questo bilancio.<\/span><\/h4>\n<h4><span style=\"font-weight: 400;\">C&#8217;\u00e8 un altro attore in questa storia, e vale la pena conoscerlo perch\u00e9 spiega tante cose che spesso vengono attribuite ad altre cause. Si chiama\u00a0<\/span><b>sistema renina-angiotensina-aldosterone<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in sigla RAAS. Il nome \u00e8 tecnico, ma il concetto \u00e8 semplice: \u00e8 il\u00a0<\/span><b>sistema di emergenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0che il corpo attiva quando pensa che i liquidi e il sodio stiano scendendo troppo. Se la vasopressina \u00e8 il rubinetto che regola l&#8217;acqua momento per momento, il RAAS \u00e8 il pulsante rosso che scatta quando il livello dell&#8217;acqua nel serbatoio comincia a sembrare troppo basso<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/i><\/h4>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa lo attiva? Situazioni che, dal punto di vista dei reni, &#8220;sembrano&#8221; una perdita di liquidi. Bere poco per giorni. Sudare tanto senza reintegrare. Diete molto restrittive di sodio protratte a lungo. Ma anche, e qui la cosa si fa interessante,\u00a0<\/span><b>chronic stress<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a0<\/span><b>poco sonno<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, e certi allenamenti molto intensi e prolungati senza recupero adeguato. Il corpo, in questi casi, non distingue tra vera scarsit\u00e0 e finta scarsit\u00e0: percepisce un allarme, e attiva la macchina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E cosa fa, questa macchina? In sintesi, spinge il corpo a\u00a0<\/span><b>trattenere sodio e acqua<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, in modo da difendere il volume di sangue in circolo. Un po&#8217; come chiudere le paratie di una nave che imbarca acqua. Nel breve periodo \u00e8 una risposta salvavita: mantiene la pressione, garantisce che il sangue continui ad arrivare agli organi, protegge dalla disidratazione vera. Nel medio-lungo periodo, se il sistema resta acceso troppo a lungo perch\u00e9 lo stimolo non si spegne mai, cominciano i problemi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9? Perch\u00e9 il RAAS, oltre a trattenere acqua e sodio, alza anche la pressione arteriosa, contribuisce all&#8217;infiammazione di basso grado, e ha rapporti stretti con il sistema dello stress (in particolare con il cortisolo, che tende a viaggiare in parallelo). E fa una cosa che molte persone conoscono senza sapere di cosa si tratti:\u00a0<\/span><b>causa quel gonfiore diffuso, un po&#8217; molliccio, che compare in certi periodi anche senza aver mangiato &#8220;male&#8221;<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Non \u00e8 grasso, non \u00e8 ritenzione &#8220;dei cibi&#8221;, non \u00e8 &#8220;colpa dei carboidrati&#8221;: \u00e8 acqua trattenuta sotto la pelle perch\u00e9 il corpo, da qualche parte, ha ricevuto il segnale di conservare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2. Le mani un po&#8217; impastate al mattino, gli anelli che stringono, i piedi che gonfiano la sera, la sensazione di essere &#8220;meno definiti&#8221; pur non avendo cambiato peso di molto: molto spesso \u00e8 il RAAS che sta lavorando.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa lo tiene acceso pi\u00f9 del dovuto, nella vita quotidiana? Le combinazioni classiche: bere poco per giorni, dormire male, restrizioni caloriche o di sale troppo aggressive, allenamenti duri senza recuperare, stress cronico. Ognuno di questi da solo sarebbe gestibile, ma sommati creano proprio le condizioni per cui il corpo interpreta la propria vita come un lungo periodo di scarsit\u00e0 e si comporta di conseguenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa lo aiuta a rilassarsi? L&#8217;opposto, in modo molto poco romantico:\u00a0<\/span><b>bere a sufficienza ma senza esagerare<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a0<\/span><b>non demonizzare il sodio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0(soprattutto in chi suda molto o si allena),\u00a0<\/span><b>dormire abbastanza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a0<\/span><b>gestire lo stress<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, e\u00a0<\/span><b>non protrarre restrizioni estreme oltre il necessario<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. \u00c8 un altro esempio dello stesso principio che attraversa questa newsletter: il corpo lavora meglio con l&#8217;<\/span><b>abbastanza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, non con gli estremi. E quando gli segnali &#8220;abbondanza e sicurezza&#8221;, spesso quel gonfiore misterioso che sembrava non voler scendere se ne va da solo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infine c&#8217;\u00e8 lo strumento pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 sottovalutato di tutti:\u00a0<\/span><b>la sete.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Il marketing ci ha convinti che &#8220;se hai sete sei gi\u00e0 disidratato&#8221;, come se fosse un allarme che scatta troppo tardi. \u00c8 falso. La sete \u00e8 un meccanismo raffinato e affidabile, che si attiva molto prima che l&#8217;idratazione diventi un problema. Nella stragrande maggioranza delle situazioni,\u00a0<\/span><b>bere quando si ha sete \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un&#8217;unica avvertenza onesta: la sete tende ad\u00a0<\/span><b>attenuarsi con l&#8217;et\u00e0.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Le persone anziane possono disidratarsi senza accorgersene, e per loro, cos\u00ec come nei bambini piccoli, in caso di febbre, o con caldo estremo, vale la pena fare pi\u00f9 attenzione e non affidarsi solo allo stimolo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Il contro-mito: s\u00ec, si pu\u00f2 bere troppo<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se &#8220;pi\u00f9 bevi meglio \u00e8&#8221; fosse vero, non esisterebbe il problema opposto. E invece esiste, ed \u00e8 la prova definitiva che il corpo non premia gli eccessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Bere troppa acqua, troppo in fretta,\u00a0<\/span><b>diluisce il sodio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0del sangue. Se il sodio scende sotto una certa soglia si parla di\u00a0<\/span><b>iponatriemia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: l&#8217;acqua, per equilibrio, si sposta\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">inside<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0le cellule e le fa gonfiare \u2014 comprese quelle del cervello. I sintomi, ironia della sorte, assomigliano a quelli della disidratazione: mal di testa, nausea, confusione. Nei casi gravi pu\u00f2 diventare pericolosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 un rischio da paranoia quotidiana: colpisce soprattutto situazioni estreme \u2014 maratoneti e atleti di resistenza che bevono a dismisura durante lo sforzo, sfide a chi beve di pi\u00f9, o l&#8217;assunzione compulsiva di acqua. Ma \u00e8 il promemoria perfetto di un principio:\u00a0<\/span><b>il corpo non vuole &#8220;il massimo&#8221; di acqua, vuole la quantit\u00e0 giusta.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E ne discende la regola pratica pi\u00f9 solida e pi\u00f9 semplice che esista in tutto questo campo, quella che gli esperti ripetono da anni:\u00a0<\/span><b>bevi assecondando la sete, non un orario o una tacca sulla borraccia.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Il tuo corpo sa fare i conti meglio di qualsiasi app.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Non \u00e8 solo acqua: gli elettroliti<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fin qui abbiamo parlato d&#8217;acqua. Ma l&#8217;acqua da sola non basta a raccontare l&#8217;idratazione, perch\u00e9 ci\u00f2 che tiene i liquidi al posto giusto e fa funzionare nervi e muscoli sono gli\u00a0<\/span><b>electrolytes<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: sodio, potassio, magnesio, cloro. Sono i minerali disciolti che permettono alle cellule di comunicare, ai muscoli di contrarsi, al cuore di battere con ritmo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui nasce un altro mito molto diffuso: quello di\u00a0<\/span><b>&#8220;sciacquare via i minerali&#8221; bevendo troppa acqua.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Come per gli 8 bicchieri, c&#8217;\u00e8 un fondo di verit\u00e0 enormemente esagerato. Vero: con il sudore e con l&#8217;urina perdiamo elettroliti. Esageratissimo: nella vita quotidiana di una persona sana, che beve secondo sete e mangia normalmente, questa &#8220;perdita&#8221; \u00e8 trascurabile e ampiamente compensata dal cibo. Non stai diluendo il tuo organismo bevendo un bicchiere d&#8217;acqua in ufficio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando gli elettroliti contano\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">davvero<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">? In situazioni precise e riconoscibili:<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>sudorazione intensa e prolungata<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u2014 allenamenti lunghi, sport di durata, lavoro fisico sotto il sole;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>caldo estremo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>perdite importanti di liquidi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0per vomito o diarrea.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questi casi reintegrare i sali ha senso eccome. E qui va fatta una precisazione importante, perch\u00e9 il messaggio comune \u00e8 impreciso: la vera prevenzione dell&#8217;iponatriemia da esercizio non \u00e8 &#8220;aggiungere sodio&#8221;, ma\u00a0<\/span><b>evitare di bere troppo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. L&#8217;iponatriemia da sforzo nasce quasi sempre da un eccesso di liquidi ipotonici assunti &#8220;per scaramanzia&#8221; durante attivit\u00e0 prolungate, non da una carenza di sale in s\u00e9. Il sodio nella bevanda \u00e8 un adiuvante utile in condizioni specifiche (sforzi molto lunghi, sudorazioni abbondanti, sudore &#8220;salato&#8221;), ma la regola numero uno resta quella gi\u00e0 vista:\u00a0<\/span><b>bevi assecondando la sete, non un orario o una tacca sulla borraccia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Per la giornata sedentaria in ufficio, invece, la bottiglia di elettroliti colorati resta pi\u00f9 moda che necessit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Un ritratto rapido dei protagonisti<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prima di arrivare al magnesio, che merita una sezione a parte, vale la pena spendere due parole sui suoi colleghi. Perch\u00e9\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">cosa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0stiamo effettivamente reintegrando, quando reintegriamo?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il sodio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00e8 il grande regista dell&#8217;equilibrio idrico. \u00c8 il minerale che, nel sangue, &#8220;trattiene&#8221; l&#8217;acqua fuori dalle cellule e ne detta il livello. Per decenni \u00e8 stato demonizzato come nemico numero uno della pressione, e per chi ha valori alti va effettivamente tenuto d&#8217;occhio; ma per una persona sana e attiva, soprattutto se suda molto o vive in un clima caldo, un apporto adeguato di sodio \u00e8 tutt&#8217;altro che un problema. Le linee guida pi\u00f9 recenti hanno rivisto molto la posizione di un tempo, e oggi si parla di un intervallo ottimale piuttosto che di un &#8220;meno \u00e8 meglio&#8221;. Il\u00a0<\/span><b>cloro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che nel sale da cucina accompagna sempre il sodio, ha un ruolo pi\u00f9 discreto: contribuisce all&#8217;equilibrio elettrico attraverso le membrane cellulari e alla produzione dei succhi gastrici. Quando si reintegra sodio, si reintegra automaticamente anche cloro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il potassio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, invece, \u00e8 lo speculare del sodio: se il sodio sta prevalentemente\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fuori<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0dalle cellule, il potassio sta\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">inside<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Insieme fanno funzionare quello che si chiama il &#8220;potenziale di membrana&#8221;, cio\u00e8 la piccola differenza di carica elettrica che permette a nervi e muscoli di trasmettere impulsi e di contrarsi. \u00c8 la ragione per cui una carenza di potassio si sente subito: crampi, debolezza, palpitazioni, senso di battito irregolare. E c&#8217;\u00e8 un dato scomodo: la dieta occidentale moderna \u00e8, in media,\u00a0<\/span><b>povera di potassio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, mentre \u00e8 generalmente ricca (o troppo ricca) di sodio. La proporzione ideale tra i due si \u00e8 spostata nella direzione sbagliata per molti di noi. Le fonti alimentari principali sono banane, avocado, patate, legumi, spinaci, e in generale la frutta e la verdura, che in tante diete tipiche vengono consumate poco.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il magnesio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, invece, \u00e8 un vero jolly biochimico. Serve a produrre energia dentro i mitocondri, a stabilizzare le membrane cellulari, a regolare la funzione dei muscoli e l&#8217;eccitabilit\u00e0 dei nervi, a supportare la sintesi delle proteine. \u00c8 un minerale genuinamente centrale. E c&#8217;\u00e8 un fatto scomodo:\u00a0<\/span><b>la carenza \u00e8 pi\u00f9 comune di quanto si pensi.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0L&#8217;alimentazione occidentale ne \u00e8 spesso povera, e alcuni fattori la aggravano: un consumo elevato di alcol, l&#8217;uso prolungato di certi farmaci (come i gastroprotettori inibitori di pompa protonica), alcune malattie intestinali, e lo sport intenso, che ne aumenta il fabbisogno e le perdite.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;idea che sta dietro una buona bevanda di elettroliti, quindi, non \u00e8 &#8220;buttare dentro tutto quello che finisce con -io&#8221;. \u00c8 rispettare le giuste proporzioni tra sodio e potassio, aggiungere il magnesio dove serve, ed evitare gli zuccheri ad alta dose che caratterizzano molte bevande sportive commerciali.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b><i>Sport e performance fisica: qui gli elettroliti entrano davvero in scena<\/i><\/b><\/h3>\n<p><b>Il numero chiave \u00e8 il 2%.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Quando la perdita di liquidi supera circa il\u00a0<\/span><b>2% del peso corporeo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0(per una persona di 70 kg parliamo di 1,4 litri di sudore), cominciano a calare in modo misurabile tre cose: la resistenza aerobica, la forza, e la capacit\u00e0 di regolare la temperatura corporea. Sotto quel 2% l&#8217;effetto \u00e8 modesto e spesso non ce ne accorgiamo; oltre, invece, la fatica arriva prima, la lucidit\u00e0 cala, il rischio di colpo di calore aumenta. In allenamenti brevi (meno di un&#8217;ora, in ambiente fresco) difficilmente si raggiunge quella soglia. In allenamenti lunghi, in palestra sotto sforzo, o al caldo, la si supera con pi\u00f9 facilit\u00e0 di quanto si pensi.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>The<\/b><b>l sudore non \u00e8 acqua e basta.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Quando sudi, non stai solo perdendo acqua: stai perdendo anche una miscela di sali, con il\u00a0<\/span><b>sodio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0in prima linea (in media 400-1000 mg per litro di sudore, ma con una variabilit\u00e0 individuale enorme), un po&#8217; di\u00a0<\/span><b>cloro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, meno\u00a0<\/span><b>Potassium<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0e ancora meno\u00a0<\/span><b>magnesium<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Le persone che gli anglosassoni chiamano\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">salty sweaters<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quelle che dopo l&#8217;allenamento hanno righe bianche di sale sulla maglietta o sulla pelle, ne perdono anche il doppio di chi ha un sudore pi\u00f9 &#8220;diluito&#8221;. Non \u00e8 una scelta, \u00e8 genetica e adattamento all&#8217;allenamento. Se ti riconosci nella descrizione, il tuo fabbisogno di sale durante l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 alto di quello medio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 reintegrare bene l&#8217;acqua non basta.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Se durante uno sforzo lungo bevi solo acqua pura, senza sali, rischi due problemi opposti. Se ne bevi poca, resti disidratato con tutti gli effetti del 2%. Se ne bevi molta, &#8220;diluisci&#8221; ulteriormente il sodio che stai gi\u00e0 perdendo con il sudore, e ti avvicini all&#8217;iponatriemia di cui parlavamo. \u00c8 una delle grandi sorprese della fisiologia dello sport moderno: la maggior parte dei casi gravi di iponatriemia da esercizio non \u00e8 nei professionisti che non bevono abbastanza, ma negli amatori che bevono\u00a0<\/span><b>troppo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, spesso convinti di fare la cosa giusta.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Cosa succede alla performance quando gli elettroliti scendono.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0La caduta del sodio nel sangue provoca stanchezza precoce, sensazione di gambe pesanti, mal di testa, nausea, e in alcune persone quel classico &#8220;muro&#8221; che arriva a met\u00e0 di uno sforzo lungo. Il potassio basso, invece, si sente soprattutto a livello muscolare, con crampi, debolezza, sensazione di battito irregolare. Il magnesio, come abbiamo visto, ha un ruolo pi\u00f9 sfumato in acuto, ma un fabbisogno nettamente aumentato in chi si allena molto. E la disidratazione in s\u00e9, anche prima che gli elettroliti crollino, fa spostare pi\u00f9 sangue verso la pelle (per disperdere calore) e meno verso i muscoli, il che riduce la potenza disponibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Gli elettroliti prima o durante l\u2019allenamento?<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Le linee guida sportive pi\u00f9 recenti concordano su un principio semplice:\u00a0<\/span><b>iniziare l&#8217;attivit\u00e0 gi\u00e0 ben idratati<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, senza esagerare nell&#8217;ora precedente (per non ritrovarsi a correre con la vescica piena), e poi\u00a0<\/span><b>bere assecondando la sete<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0durante lo sforzo, con una bevanda che contenga elettroliti se l&#8217;attivit\u00e0 supera l&#8217;ora o l&#8217;intensit\u00e0 \u00e8 alta. \u00c8 l&#8217;esatto contrario del vecchio consiglio &#8220;bevi anche se non hai sete, tanto \u00e8 meglio prevenire&#8221;, che oggi sappiamo essere sbagliato e in alcuni casi controproducente.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Un ultimo punto onesto.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Le &#8220;bevande sportive&#8221; del supermercato, quelle molto colorate e dolci, contengono in genere una quantit\u00e0 di elettroliti relativamente bassa e una quantit\u00e0 di zuccheri relativamente alta. Nate per gli atleti di endurance in gara, dove gli zuccheri servono davvero come carburante, funzionano meno bene per l&#8217;amatore che si allena un&#8217;ora in palestra. Per la maggior parte degli usi non agonistici, una formulazione con pi\u00f9 elettroliti e pochi o zero zuccheri \u00e8 una scelta pi\u00f9 intelligente.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>In summary<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;idratazione intelligente non \u00e8 riempirsi di regole, ma imparare ad ascoltare un corpo che, su questo, \u00e8 gi\u00e0 bravissimo. Le cose da portarsi via sono poche e semplici:<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Bevi a sete.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00c8 il segnale pi\u00f9 affidabile che hai; non serve un&#8217;app, e non \u00e8 vero che &#8220;quando hai sete \u00e8 gi\u00e0 tardi&#8221;. (Con pi\u00f9 attenzione per anziani, bambini, febbre e caldo estremo.)<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Non esiste il numero magico.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Gli &#8220;8 bicchieri&#8221; sono un equivoco del 1945. Il fabbisogno dipende da te, dal clima e da cosa mangi e il cibo copre gi\u00e0 una quota importante.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Evitare la disidratazione conta; l&#8217;eccesso no.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Reidratarsi aiuta chi \u00e8 a secco: energia, umore, mal di testa, sport. Ma bere oltre il necessario non regala benessere extra e la pelle luminosa &#8220;a forza di acqua&#8221; \u00e8 soprattutto un mito.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Si pu\u00f2 bere troppo.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0L&#8217;iponatriemia esiste: il corpo vuole la quantit\u00e0 giusta, non il massimo.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Gli elettroliti contano e non solo la quantit\u00e0 d\u2019acqua che si beve<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo, la vera &#8220;cura&#8221; per l&#8217;idratazione \u00e8 la meno instagrammabile di tutte: fidarsi del proprio corpo, mangiare bene, bere quando se ne ha voglia, e integrare quando serve.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Quando gli elettroliti servono davvero: Mineral-Top<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se rientri nelle situazioni in cui gli elettroliti fanno davvero la differenza: attivit\u00e0 fisica frequente, allenamenti sotto il sole, professioni fisicamente impegnative, giornate molto calde, stress, oppure il recupero da vomito o diarrea, vale la pena avere a portata di mano un integratore che rispetti le giuste proporzioni.<\/span><\/p>\n<p><b>Mineral Top<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00e8 la miscela di elettroliti formulata dalla nostra pagina proprio con questi criteri: sodio, potassio e magnesio nelle quantit\u00e0 utili quando serve davvero reintegrarli, e non a caso. Ogni porzione contiene\u00a0<\/span><b>1000 mg di sodio, 400 mg di potassio e 150 mg di magnesio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, senza zuccheri, coloranti n\u00e9 aromi inutili.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo trovi in due varianti:<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Mineral Top Neutro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: insapore, si scioglie in acqua senza cambiarne il gusto. Ideale se preferisci il sapore dell&#8217;acqua com&#8217;\u00e8, o se vuoi aggiungerlo a bevande gi\u00e0 aromatizzate.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>Mineral Top Limone<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: con aroma naturale di limone, pi\u00f9 fresco e piacevole da bere durante o dopo lo sforzo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/toplifeproject.com\/prodotto\/mineral-top-limone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32711\" src=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-300x300.png 300w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-1024x1024.png 1024w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-150x150.png 150w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-768x768.png 768w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02-12x12.png 12w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-lemon-02.png 1254w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/span><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-32710 lazyload\" data-src=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" data-srcset=\"https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02-300x200.png 300w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02-1024x683.png 1024w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02-768x512.png 768w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02-18x12.png 18w, https:\/\/cristinatomasi.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/mineral-top-02.png 1536w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/200;\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Li trovi sul sito di <strong>Toplife Project<\/strong>!<\/p>\n<h3>Clicca qui: <strong><a href=\"https:\/\/toplifeproject.com\/prodotto\/mineral-top-neutro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mineral-Top<\/a><\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regola nasce nel 1945 con una precisazione fondamentale, poi persa per strada. 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