{"id":32718,"date":"2026-08-07T09:44:03","date_gmt":"2026-08-07T07:44:03","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=32718"},"modified":"2026-08-07T17:42:15","modified_gmt":"2026-08-07T15:42:15","slug":"la-soft-map-diet-e-un-modo-diverso-di-perdere-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/en\/la-soft-map-diet-e-un-modo-diverso-di-perdere-peso\/","title":{"rendered":"La Soft MAP Diet \u00e8 un modo diverso di perdere peso"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>La fisiologia, il razionale, e cosa cambia rispetto alle diete che conosci<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi ha provato a dimagrire almeno una volta nella vita, con seriet\u00e0, sa che a un certo punto la storia diventa sempre la stessa.<br \/>\nLe prime settimane si scende, poi il corpo comincia a ribellarsi. La fame diventa un rumore di fondo costante. L&#8217;energia crolla. Il sonno peggiora.<\/p>\n<p>La bilancia si ferma, poi si muove in su. Ti dici che devi solo stringere di pi\u00f9, magari saltare un altro pasto, camminare qualche chilometro in pi\u00f9. Ma pi\u00f9 stringi, meno il corpo collabora. Fino al momento in cui, sfinita, molli. E allora torna tutto, spesso con gli interessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 colpa tua. \u00c8 fisiologia.<\/strong> Il corpo umano non \u00e8 stato progettato per dimagrire. \u00c8 stato progettato per\u00a0<strong>sopravvivere alle carestie<\/strong>, e ogni volta che percepisce una restrizione seria fa esattamente quello per cui si \u00e8 evoluto in centomila anni:\u00a0<strong>spegne le luci<\/strong>. Riduce la spesa energetica, abbassa la tiroide, aumenta la fame, taglia le funzioni &#8220;di lusso&#8221;. La stessa strategia che ha permesso alla nostra specie di attraversare inverni terribili, oggi ti sabota il progetto di rimetterti in forma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che entra in scena una domanda che vale la pena farsi: e se, invece di combattere contro il corpo, potessimo\u00a0<strong>convincerlo a collaborare<\/strong>?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>\u00c8 la premessa della\u00a0<strong>Soft MAP Diet<\/strong>.<\/h3>\n<p>Un protocollo di quattro settimane costruito, letteralmente, su questa idea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Due modi molto diversi di perdere peso<\/strong><\/h3>\n<p>Vale la pena fermarsi un attimo, prima di andare avanti, perch\u00e9 qui c&#8217;\u00e8 la differenza che cambia tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando qualcuno perde otto-dieci chili in un mese, l&#8217;immagine che ci viene in mente \u00e8 quella di una restrizione feroce: brodini, insalate scarne, palestra ogni sera, forza di volont\u00e0 tirata come una corda. E in effetti, se dimagrisci\u00a0<strong>cos\u00ec<\/strong>, la bilancia scende. Ma dentro succede un piccolo disastro. Perdi grasso, s\u00ec, ma anche muscolo. La tiroide rallenta. Ti si abbassa la temperatura. Ti cadono i capelli. Dormi male. Il metabolismo si deprime. E, appena molli anche solo un po&#8217;, il corpo si riprende tutto, e di solito qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8\u00a0<strong>dimagrire contro il corpo<\/strong>. \u00c8 il modello dominante da decenni. Funziona per un mese, fallisce nel lungo periodo, e lascia dietro di s\u00e9 macerie metaboliche.<\/p>\n<p>Ma esiste un altro modo. Un modo in cui perdi peso perch\u00e9 il corpo ha\u00a0<strong>abbastanza energia<\/strong>\u00a0per farlo. In cui la tiroide continua a lavorare bene. In cui hai la voglia di muoverti, invece di trascinarti. In cui dormi meglio, sei meno stressata, hai pi\u00f9 lucidit\u00e0. In cui i chili scendono non perch\u00e9 il corpo si sta consumando, ma perch\u00e9\u00a0<strong>sta cambiando il modo di gestire l&#8217;energia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 una perdita di peso\u00a0<i>diversa<\/i>. E non \u00e8 una fantasia da manuale di biohacking: \u00e8 quello che la dottoressa Cristina Tomasi vede accadere, con la sua Soft MAP Diet, dal 2013. In alcuni casi, soprattutto quando il punto di partenza \u00e8 pi\u00f9 impegnativo, si arriva anche a 10 chili o pi\u00f9 in un mese; in altri casi la perdita \u00e8 pi\u00f9 contenuta. Dipende, ovviamente, dal peso di partenza. Ma il filo comune, per la maggior parte delle persone che completano il percorso, \u00e8 che alla fine si sta\u00a0<strong>meglio<\/strong>\u00a0di prima, non peggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile? Il segreto sta in un piccolo ormone che quasi nessuno conosce, e nel modo di parlargli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>FGF21, il messaggero che quasi nessuno conosce<\/strong><\/h3>\n<p>Nel nostro corpo esiste una molecola con un nome piuttosto anonimo,\u00a0<strong>FGF-21<\/strong>\u00a0(fattore di crescita dei fibroblasti 21), che sta rivoluzionando il modo in cui i ricercatori pensano al metabolismo. \u00c8 un ormone prodotto principalmente dal\u00a0<strong>fegato<\/strong>, e funziona un po&#8217; come un messaggero interno che comunica agli altri organi\u00a0<i>come sta andando<\/i>\u00a0la gestione dell&#8217;energia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immaginalo come il regista di una centrale elettrica. Quando i segnali che riceve indicano un certo tipo di situazione (in particolare, poche proteine in arrivo e zuccheri semplici disponibili), FGF21 tende a salire, e in molti studi si accompagna a un dialogo diverso con gli organi del corpo. Il tessuto adiposo sembra propendere di pi\u00f9 verso l&#8217;uso dei grassi. Il muscolo appare pi\u00f9 efficiente nel gestire i substrati che gli arrivano. E i mitocondri, che sono le centrali energetiche delle nostre cellule, si comportano in un modo particolarmente interessante:\u00a0<strong>una quota maggiore dell&#8217;energia pu\u00f2 essere dispersa sotto forma di calore, invece di essere immagazzinata<\/strong>.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo punto merita una fermata, perch\u00e9 \u00e8 la chiave di tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il mitocondrio che spreca energia (e perch\u00e9 \u00e8 una notizia meravigliosa)<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I mitocondri normalmente prendono l&#8217;energia dai nutrienti e la convertono in ATP, la moneta energetica che le cellule usano per tutto. \u00c8 un processo efficientissimo: pochissimo spreco, massima resa. Il problema \u00e8 che, quando ne mangi pi\u00f9 del necessario, l&#8217;energia in eccesso non evapora: viene messa in cassaforte sotto forma di grasso.<\/p>\n<p>Ma nei mitocondri esiste un meccanismo elegante e sottovalutato che si chiama\u00a0<strong>disaccoppiamento<\/strong>\u00a0(in inglese\u00a0<i>uncoupling<\/i>). Semplificando molto, \u00e8 come se le cellule aprissero deliberatamente una piccola valvola nel motore: una parte dell&#8217;energia, invece di essere immagazzinata come combustibile, viene\u00a0<strong>rilasciata come calore<\/strong>. Nel beb\u00e8 umano questo meccanismo \u00e8 potentissimo, perch\u00e9 \u00e8 il modo con cui i neonati si tengono caldi. Nell&#8217;adulto \u00e8 pi\u00f9 modesto, ma\u00a0<strong>c&#8217;\u00e8<\/strong>, ed \u00e8 modulabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco cosa pu\u00f2 succedere quando FGF21 sale: la valvola tende ad aprirsi un po&#8217;. Il corpo pu\u00f2 diventare\u00a0<strong>energeticamente un po&#8217; meno efficiente<\/strong>\u00a0nel senso buono del termine: usa pi\u00f9 energia per fare le stesse cose, e una fetta di quell&#8217;energia se ne va in calore. In pratica, sprechi combustibile in modo utile. E se sprechi combustibile, tendi ad accumularne meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 una teoria appesa nel vuoto: uno studio del 2025 su\u00a0<i>Nature Metabolism<\/i>\u00a0ha mostrato, in uomini sani, che una\u00a0<strong>riduzione dell&#8217;apporto proteico alza FGF21<\/strong>\u00a0e si accompagna a modifiche nei mitocondri del tessuto adiposo coerenti con una maggiore dispersione di energia. Semplificando: nel contesto giusto, il corpo sembra spostarsi dalla modalit\u00e0 &#8220;risparmia tutto quello che entra&#8221; verso una modalit\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 generosa nel bruciare. Non attraverso la fame, ma attraverso il\u00a0<strong>signal<\/strong>. In quale misura questo avvenga in una singola persona dipende poi da molti fattori individuali, ma la direzione della fisiologia \u00e8 quella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Come &#8220;parlare&#8221; a FGF21: proteine e frutta<\/strong><\/h3>\n<p>Ok, ma come si fa a far salire FGF21 senza dover fare cose strane? La risposta, un po&#8217; controintuitiva, \u00e8 che si fa con quello che si mette nel piatto, e in particolare con\u00a0<strong>due leve<\/strong>\u00a0che, tenute insieme, hanno un effetto sinergico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prima leva: ridurre le proteine, in modo intelligente.<\/strong>\u00a0Il segnale di scarsit\u00e0 proteica \u00e8 uno dei pi\u00f9 potenti attivatori naturali di FGF21. \u00c8 una via evolutiva antica: il corpo, quando &#8220;vede&#8221; arrivare meno proteine di quante ne servirebbero, capisce che qualcosa nell&#8217;ambiente \u00e8 cambiato, e attiva una serie di programmi di ottimizzazione, incluso l&#8217;aumento di FGF21.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma qui c&#8217;\u00e8 un problema. Se abbassi le proteine e basta, rischi di perdere anche massa muscolare, di rallentare la sintesi proteica generale, di trovarti stanca. Ed \u00e8 qui che entra in gioco un pezzo cruciale del protocollo: i\u00a0<strong>MAP<\/strong>, gli aminoacidi essenziali\u00a0<i>pattern<\/i>\u00a0(Master Amino Acid Pattern). Una miscela di aminoacidi essenziali gi\u00e0 liberi, formulata in modo che vengano utilizzati quasi totalmente per la sintesi delle nuove proteine. Apporto calorico irrisorio, un carico azotato per i reni praticamente minimo, ma tutti i mattoni giusti nelle proporzioni giuste per poter mettere in moto la biosintesi proteica generale e non solo muscolare. In pratica, ti permettono di\u00a0<i>ridurre le proteine dal cibo<\/i>\u00a0senza fare mancare al corpo i mattoni essenziali per innescare la biosintesi proteica.\u00a0<strong>Il segnale di scarsit\u00e0 arriva; la sintesi proteica viene salvaguardata.<\/strong>\u00a0Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che serve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ti ricordo per\u00f2, che questo \u00e8 un percorso da fare per un limitato periodo di tempo, perch\u00e9 il messaggio che ci tengo che passi sempre \u00e8 che la maggior quota della fonte proteica che introduci nel tuo organismo deve provenire da cibo vero come carne, pesce e uova perch\u00e9 ti forniscono oltre alle proteine anche tutti i micronutrienti necessari al tuo corpo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Seconda leva: la frutta fresca, in quantit\u00e0.<\/strong>\u00a0Qui arriva la parte che, la prima volta che la si sente, sembra un errore. Nel protocollo si mangia frutta fresca in abbondanza. Anche oltre un chilo al giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile che si dimagrisca mangiando cos\u00ec tanta frutta? Perch\u00e9 la frutta fornisce\u00a0<strong>zuccheri semplici<\/strong>, e in particolare\u00a0<strong>fructose<\/strong>, che in alcuni studi sull&#8217;uomo \u00e8 emerso come un altro stimolatore piuttosto potente di FGF21: un carico di fruttosio pu\u00f2 farlo salire anche di diverse volte nell&#8217;arco di un paio d&#8217;ore. Detto in modo semplice:\u00a0<strong>in questo contesto<\/strong>, la frutta non \u00e8 un lusso proibito da cui difendersi, \u00e8\u00a0<strong>parte del segnale<\/strong>. \u00c8 quello che aiuta a convincere il fegato che l&#8217;ambiente \u00e8 &#8220;abbondante&#8221; e sicuro, contribuendo ad alzare quel messaggero che a sua volta favorisce il rimodellamento metabolico che stiamo cercando. In pi\u00f9, la frutta fresca \u00e8 ricca di acqua, fibre, micronutrienti, antiossidanti e polifenoli, sazia, aiuta a modulare l&#8217;infiammazione. E tiene la glicemia in ordine molto meglio di quanto pensino i detrattori del fruttosio (che spesso confondono la frutta intera fresca con lo sciroppo di mais delle bibite).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le due leve insieme, aminoacidi essenziali invece di proteine intere e frutta fresca abbondante, disegnano un pattern nutrizionale che il corpo, evolutivamente, sa leggere. Non lo mettono in modalit\u00e0 carestia. Lo mettono in modalit\u00e0\u00a0<strong>spring<\/strong>, quando i primi frutti maturi segnalavano che l&#8217;inverno era finito e si poteva finalmente tornare a spendere energia con generosit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Cosa succede, dentro, in quelle quattro settimane<\/strong><\/h3>\n<p>Vale la pena elencare ordinatamente cosa pu\u00f2 accadere in un corpo che riceve questo tipo di segnali per un mese intero. Sono effetti che tendono a essere coerenti tra loro e a rinforzarsi a vicenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e3f3ed821f1c7c2806fc5fa3d04819cea\"><strong>La sensibilit\u00e0 all&#8217;insulina pu\u00f2 migliorare.<\/strong>\u00a0Le cellule tornano a &#8220;sentire&#8221; il segnale insulinico. Meno insulina di base circolante significa in genere meno spinta a depositare grasso, e pi\u00f9 facilit\u00e0 a mobilizzarlo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e8a62d81d9a6a2aa1595d2f2684074a29\"><strong>I mitocondri tendono a diventare pi\u00f9 efficienti<\/strong>\u00a0nel bruciare grassi come combustibile, e a dissipare una parte dell&#8217;energia come calore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e3338107c2fdb2e042f451af4f590afdc\"><strong>La tiroide viene salvaguardata meglio.<\/strong>\u00a0Questa \u00e8 forse la differenza pi\u00f9 importante rispetto alle diete restrittive. Non essendoci un chiaro segnale di &#8220;carestia&#8221;, il termostato tiroideo tende a non abbassarsi come farebbe in un regime aggressivo, e il metabolismo basale non subisce lo stesso crollo. Come abbiamo raccontato nella newsletter sulla tiroide, il &#8220;termostato&#8221; viene lasciato acceso invece di essere abbassato per difesa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"ec3e90b9bfbc632cdb403353a03a2d812\"><strong>Il carico infiammatorio tende a ridursi<\/strong>, sia per l&#8217;elevato contenuto di antiossidanti e polifenoli della frutta, sia per l&#8217;effetto stesso della perdita di grasso viscerale, che \u00e8 di per s\u00e9 un tessuto pro-infiammatorio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e6a358e8d8ff4be04fccb8009bde113b0\"><strong>L&#8217;energia disponibile spesso aumenta<\/strong>, e con essa il movimento spontaneo. Ti ritrovi a salire le scale invece di prendere l&#8217;ascensore, a fare due passi in pi\u00f9. In lingua tecnica si chiama\u00a0<i>NEAT<\/i>, non-exercise activity thermogenesis, ed \u00e8 una fetta enorme (e sottovalutata) del dispendio energetico quotidiano. Nelle diete restrittive il NEAT tende a crollare senza che uno se ne accorga: cammini di meno, ti muovi meno in casa, gesticoli meno. Qui, in molti casi, succede il contrario.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e19c02122c68e58ec63dc280de0f0652a\"><strong>Il sonno tende a migliorare<\/strong>, il cortisolo a scendere, l&#8217;umore a stabilizzarsi. \u00c8 il pacchetto tipico di un corpo che ha smesso di sentirsi in emergenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il risultato, per molte persone, \u00e8 una perdita di peso rapida e visibile, ma di\u00a0<strong>natura diversa<\/strong>: non \u00e8 il corpo che si consuma, \u00e8 il corpo che si sta rimodulando. Ed \u00e8 la ragione per cui, a fine percorso, in molti raccontano di sentirsi pi\u00f9 leggeri in un senso che va ben oltre il numero sulla bilancia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 serve una guida (e perch\u00e9 non \u00e8 &#8220;una dieta&#8221;)<\/strong><\/h3>\n<p>A questo punto qualcuno potrebbe pensare: bene, allora prendo dei MAP, mangio frutta, e via. Non funziona cos\u00ec, per un motivo importante.<\/p>\n<p>Le due leve di cui abbiamo parlato, aminoacidi essenziali invece di proteine intere e frutta strutturata, sono\u00a0<strong>precise<\/strong>. Le quantit\u00e0, i tempi, la composizione dei pasti, la sequenza delle quattro settimane, il modo di uscire dal protocollo al termine: tutto \u00e8 calibrato perch\u00e9 il segnale arrivi al fegato nel modo giusto. Un dosaggio sbagliato di MAP, una scelta della frutta fresca poco pensata, o l&#8217;uscita improvvisata dal protocollo al giorno 29, e il vantaggio si perde. Peggio: puoi finire, senza volerlo, in una restrizione mascherata che riattiva proprio quel meccanismo di &#8220;carestia&#8221; che volevamo evitare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la Soft MAP Diet\u00a0<strong>non \u00e8 &#8220;una dieta&#8221;<\/strong>\u00a0nel senso in cui usiamo di solito la parola. \u00c8 un\u00a0<strong>protocollo clinico guidato<\/strong>: un percorso di quattro settimane in cui la dottoressa Tomasi ti accompagna passo dopo passo, con schemi precisi, aggiustamenti in corsa, verifica dei progressi, una community Telegram dedicata dove trovi risposte a ogni dubbio, e soprattutto una\u00a0<strong>strategia di uscita<\/strong>\u00a0che riporta gradualmente il corpo a un assetto di mantenimento, senza rimbalzi. In oltre dieci anni di esperienza clinica con la Soft MAP diet dal 2013, il metodo \u00e8 stato affinato su migliaia di persone reali, non su ratti in laboratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 una cosa che vale la pena dire chiaramente, perch\u00e9 \u00e8 la vera differenza tra farsi seguire e improvvisare:\u00a0<strong>non sei da sola\/o<\/strong>. Molte diete falliscono non perch\u00e9 il piano fosse sbagliato, ma perch\u00e9 in quelle quattro settimane la vita succede: una cena fuori, una giornata storta, un pensiero che ti dice &#8220;tanto non ce la far\u00f2 mai&#8221;. Avere qualcuno che ti guida, che risponde, che ti richiama alla direzione, in queste fasi \u00e8 ci\u00f2 che separa un tentativo dall&#8217;altro dei tanti da un percorso che arriva davvero al risultato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Quindi\u2026<\/strong><\/h3>\n<p>La Soft MAP Diet non \u00e8 una dieta furba per aggirare la fisiologia. \u00c8 l&#8217;opposto: \u00e8\u00a0<strong>un modo di lavorare\u00a0<\/strong><i><strong>in a<\/strong><\/i><strong>\u00a0la fisiologia<\/strong>, invece che contro. Sfrutta due segnali antichi che il corpo umano sa leggere piuttosto bene, la modulazione proteica e la disponibilit\u00e0 di zuccheri semplici, per attivare un ormone (FGF21) che\u00a0<i>pu\u00f2<\/i>\u00a0aiutare il metabolismo a cambiare la sua strategia di gestione dell&#8217;energia: pi\u00f9 uso, meno accumulo, meno infiammazione, pi\u00f9 efficienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il risultato, in molte persone che portano a termine il percorso, \u00e8 una perdita di peso rapida ma di qualit\u00e0 diversa: si dimagrisce\u00a0<strong>stando bene<\/strong>. Con la tiroide che viene salvaguardata meglio, l&#8217;energia che tende ad aumentare, il sonno che migliora, la voglia di muoversi che torna. Non \u00e8 magia, non \u00e8 uguale per tutti, non elimina la necessit\u00e0 di una guida esperta. \u00c8 fisiologia applicata con criterio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E se, leggendo, ti sei riconosciuta\/o in quel &#8220;fiatone dopo una rampa di scale&#8221;, nella fatica di alzarti al mattino, in quei piccoli e grandi disagi che appesantiscono le giornate, forse \u00e8 arrivato il momento di provare un approccio diverso. Non contro il tuo corpo. Insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Vuoi provarla?<\/strong><\/h3>\n<p>The\u00a0<strong>Soft MAP Diet<\/strong>\u00a0\u00e8 un protocollo di\u00a0<strong>4 settimane guidato personalmente dalla dottoressa Cristina Tomasi<\/strong>. Un percorso costruito su oltre dieci anni di esperienza clinica e su un razionale di fisiologia nutrizionale ben preciso, pensato per farti perdere peso in modo importante senza rovinare il metabolismo, e con una comunit\u00e0 di persone che, come te, hanno scelto di cambiare marcia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa include:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li data-list-item-id=\"e9a26230849985de9287ad0cfa0ccefa4\">Un protocollo strutturato di 4 settimane, con schemi precisi<\/li>\n<li data-list-item-id=\"e1176e5c3bbf882fc0ea6b061d1bed007\">Accompagnamento personale della dottoressa Tomasi<\/li>\n<li data-list-item-id=\"e1ae327f24b93d6da4dd775e6f8e9767c\">Community Telegram riservata ai partecipanti<\/li>\n<li data-list-item-id=\"e20fdb10ed8d124beaae06a7a028c4fd3\">Controllo dei progressi passo dopo passo<\/li>\n<li data-list-item-id=\"efaf5628f11728b2994cd7146102f2a61\">Supporto professionale nei momenti difficili<\/li>\n<li data-list-item-id=\"ef0c083fedf5dddf8ed66d4841f88e053\">Strategia di uscita graduale, per evitare il classico effetto rimbalzo<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Iscriviti alla newsletter della Dr. Tomasi<\/strong> per essere sempre informata\/o sulle date di inizio di questa e di tutte le altre <strong>Challenge<\/strong>, ma non solo!<br \/>\nConoscerai in anteprima le date dei suoi eventi in presenza, riceverai preziose e vantaggiose promo sui prodotti di <strong>Toplife<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Iscriviti qui: <a href=\"https:\/\/toplifeproject.com\/newsletter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>CLICK HERE!<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La fisiologia, il razionale, e cosa cambia rispetto alle diete che conosci &nbsp; Chi ha provato a dimagrire almeno una volta nella vita, con seriet\u00e0, sa che a un certo punto la storia diventa sempre la stessa. 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