{"id":32871,"date":"2026-10-03T06:30:11","date_gmt":"2026-10-03T04:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/cristinatomasi.com\/?p=32871"},"modified":"2026-10-03T05:59:46","modified_gmt":"2026-10-03T03:59:46","slug":"luce-oltre-il-ritmo-circadiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cristinatomasi.com\/en\/luce-oltre-il-ritmo-circadiano\/","title":{"rendered":"Luce: oltre il ritmo circadiano"},"content":{"rendered":"<h1><strong>Luce: oltre il ritmo circadiano\u00a0<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Una piccola guida allo spettro e alla luce della giornata<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Puoi avere davanti un\u2019intera stanza, piena di oggetti e colori, e non vedere nulla. Basta che nessun fotone di luce visibile raggiunga i tuoi occhi. Tutto rimane dov\u2019\u00e8; a mancare \u00e8 ci\u00f2 che ti permette di vederlo. \u00c8 un buon punto da cui partire per parlare di una presenza tanto familiare che spesso diamo per scontata. Sentiamo continuamente che la luce fa bene, regola il sonno o aiuta a produrre vitamina D. Conoscere un po\u2019 meglio ci\u00f2 che arriva dal sole rende queste informazioni pi\u00f9 comprensibili. Questa \u00e8 una piccola guida da conservare, per ritrovare il significato di termini come UVB, luce rossa e infrarosso quando li incontrerai di nuovo.<\/p>\n<h1><strong>Come vediamo gli oggetti\u00a0<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una mela rossa assorbe una parte della luce che la raggiunge e ne riflette un\u2019altra. Alcuni dei fotoni riflessi entrano nei tuoi occhi, attivano i recettori della retina e avviano segnali che il cervello interpreta come un\u2019immagine. Il colore dipende dalla luce restituita dalla mela e da come il nostro sistema visivo la elabora. Le differenze di luminosit\u00e0, le ombre e i contrasti ci aiutano a riconoscerne la forma. Uno schermo, invece, emette direttamente la luce che riceviamo. Per vedere serve sempre questo incontro: fotoni che arrivano agli occhi e un sistema capace di interpretarli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La luce sostiene anche una grande parte della vita sulla Terra. Con la fotosintesi le piante trasformano energia luminosa in energia chimica, che ritroviamo negli alimenti e lungo le catene alimentari. Gli zuccheri di quella mela sono stati costruiti grazie a questo processo. Il sole, quindi, entra nella nostra giornata anche attraverso ci\u00f2 che mangiamo.<\/p>\n<h1><strong>Che cosa indica una lunghezza d\u2019onda<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La luce \u00e8 radiazione elettromagnetica e trasporta energia in quantit\u00e0 discrete chiamate fotoni. Possiede anche propriet\u00e0 ondulatorie: la lunghezza d\u2019onda \u00e8 la distanza tra due creste successive di un\u2019onda. Per le bande di cui parliamo usiamo spesso i nanometri, abbreviati in nm: un nanometro \u00e8 un miliardesimo di metro. Pi\u00f9 corta \u00e8 la lunghezza d\u2019onda, maggiore \u00e8 l\u2019energia del singolo fotone. La quantit\u00e0 totale di energia ricevuta dipende anche da quanti fotoni arrivano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I nostri occhi percepiscono soltanto una piccola porzione dello spettro, quella visibile. Prima del violetto troviamo gli ultravioletti; oltre il rosso, gli infrarossi. La tabella permette di collocarli insieme. I confini sono indicativi, soprattutto tra i colori, che sfumano l\u2019uno nell\u2019altro: non esistono pareti tra un verde e un giallo.<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<td width=\"117\">Banda o colore<\/td>\n<td width=\"152\">Lunghezza d\u2019onda<\/td>\n<td width=\"365\">Da ricordare<\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"117\">UVC<\/td>\n<td width=\"152\">Da 100 a 280 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Filtrati dall\u2019atmosfera; usati per la disinfezione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">UVB<\/td>\n<td width=\"152\">Da 280 a 315 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Vitamina D, nuova pigmentazione e scottature<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">UVA<\/td>\n<td width=\"152\">Da 315 a 400 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Penetrano pi\u00f9 a fondo nella cute; fotoinvecchiamento<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Violetto<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 380 a 450 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Estremit\u00e0 corta dello spettro visibile<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Blu<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 450 a 495 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Visione e segnale per l\u2019orologio interno<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Verde<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 495 a 570 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Parte centrale dello spettro visibile<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Giallo<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 570 a 590 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Tra verde e arancione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Arancione<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 590 a 620 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Tra giallo e rosso<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Rosso<\/td>\n<td width=\"152\">Circa 620 a 780 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Estremit\u00e0 lunga del visibile; fotobiomodulazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Infrarosso A<\/td>\n<td width=\"152\">Da 780 a 1.400 nm<\/td>\n<td width=\"365\">Vicino al rosso; comprende molte bande usate in fotobiomodulazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Infrarosso B<\/td>\n<td width=\"152\">Da 1.400 a 3.000 nm<\/td>\n<td width=\"365\">L\u2019acqua dei tessuti assorbe maggiormente molte di queste lunghezze<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"117\">Infrarosso C<\/td>\n<td width=\"152\">Da 3.000 nm a 1 mm<\/td>\n<td width=\"365\">Assorbito soprattutto in superficie; effetti termici<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il limite del visibile varia con la convenzione e la sensibilit\u00e0 dell\u2019occhio, perci\u00f2 alcune classificazioni lo fanno iniziare a 400 nm. Anche le suddivisioni dell\u2019infrarosso possono avere nomi diversi. I numeri aiutano a orientarsi meglio delle sole etichette.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La luce bianca \u00e8 una miscela di lunghezze d\u2019onda: un prisma le separa e rende visibili i colori che la compongono. Il colore di un oggetto, inoltre, cambia con l\u2019illuminazione. Ecco perch\u00e9 una maglietta scelta sotto le lampade di un negozio pu\u00f2 sembrarti diversa quando esci alla luce del giorno.<\/p>\n<h1><strong>Che cosa fanno le diverse bande<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli effetti biologici cominciano quando la radiazione viene assorbita. Molecole diverse assorbono lunghezze d\u2019onda diverse: alcune reagiscono negli occhi, altre nella pelle o all\u2019interno delle cellule. Questo spiega perch\u00e9 luci provenienti dalla stessa sorgente possano avere effetti molto differenti.<\/p>\n<h2><strong>UVC e disinfezione<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli UVC solari vengono fermati dall\u2019atmosfera e non raggiungono il terreno. Alcune sorgenti artificiali li utilizzano per disinfettare aria, acqua e superfici, spesso intorno a 254 nm. La radiazione danneggia il materiale genetico dei microrganismi e ne ostacola la replicazione. Lo stesso principio richiede di proteggere cute e occhi: queste lampade hanno un impiego tecnico preciso.<\/p>\n<h2><strong>UVB e vitamina D<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli UVB avviano nella pelle la trasformazione del 7 deidrocolesterolo, un precursore del colesterolo, in previtamina D3. Successive trasformazioni producono la vitamina D e la sua forma attiva. \u00c8 il passaggio concreto dietro la frase \u201cil sole ci fa produrre vitamina D\u201d. Gli UVB stimolano anche la produzione di nuova melanina, il pigmento dell\u2019abbronzatura, e sono importanti responsabili delle scottature. Possono danneggiare il DNA e contribuire ai tumori cutanei. In dermatologia, esposizioni selezionate agli UVB vengono anche utilizzate per trattare condizioni come psoriasi e vitiligine, con dosi e protocolli controllati.<\/p>\n<h2><strong>UVA e abbronzatura<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Gli UVA costituiscono la grande maggioranza degli UV solari che raggiungono il terreno. Penetrano pi\u00f9 profondamente nella cute e favoriscono una pigmentazione rapida, anche modificando la melanina gi\u00e0 presente. Contribuiscono allo stress ossidativo e ai processi che degradano il collagene, la rete di sostegno della pelle, partecipando al fotoinvecchiamento e al rischio di tumori cutanei. Perci\u00f2 l\u2019assenza di scottature non ci dice quanto danno abbia ricevuto la pelle. L\u2019abbronzatura stessa \u00e8 anche una risposta di difesa e offre una protezione limitata.<\/p>\n<h2><strong>Una curiosit\u00e0 dietro la voglia di sole<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La risposta agli UV coinvolge anche POMC, una molecola precursore dalla quale derivano segnali che stimolano la produzione di melanina. Pu\u00f2 dare origine anche alla beta endorfina, un oppioide prodotto dal nostro organismo. Negli esperimenti sui topi questa via ha collegato esposizioni ripetute agli UV e comportamenti di dipendenza. Viene da sorridere immaginando Madre Natura che ci offre una piccola ricompensa per uscire di casa. \u00c8 una possibile lettura evolutiva; nell\u2019uomo il contributo di questa via alla ricerca del sole \u00e8 ancora da chiarire. Il meccanismo biologico ci mostra comunque quanto possano essere sorprendenti le risposte della pelle alla luce.<\/p>\n<h2><strong>Il visibile tra colori e segnali biologici<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Violetto, blu, verde, giallo, arancione e rosso partecipano alla nostra percezione dei colori. Il blu e l\u2019azzurro sono particolarmente importanti anche per i recettori che informano l\u2019orologio interno sulla luce dell\u2019ambiente. In medicina, luce tra 460 e 490 nm viene utilizzata nella fototerapia dell\u2019ittero neonatale: modifica la bilirubina, il pigmento responsabile della colorazione gialla, rendendola pi\u00f9 facilmente eliminabile.<\/p>\n<h2><strong>Rosso e vicino infrarosso<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella fotobiomodulazione si utilizzano determinate lunghezze d\u2019onda per influenzare processi cellulari. Tra i numeri pi\u00f9 citati ci sono 630 nm e la regione da 660 a 680 nm nel rosso, oppure 810, 830 e 850 nm nel vicino infrarosso. Il rosso raggiunge soprattutto bersagli pi\u00f9 superficiali; alcune bande del vicino infrarosso penetrano pi\u00f9 efficacemente nei tessuti. Un\u2019emissione a 850 nm pu\u00f2 arrivare alla pelle senza essere visibile ai nostri occhi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I principali filoni di ricerca riguardano:<\/p>\n<ul>\n<li>Energia cellulare: risposte dei mitocondri e produzione di ATP, la molecola utilizzata dalle cellule per trasferire energia.<\/li>\n<li>Pelle e collagene: attivit\u00e0 dei fibroblasti, le cellule che producono collagene, e processi di riparazione cutanea.<\/li>\n<li>Circolazione locale: disponibilit\u00e0 di ossido nitrico, che favorisce il rilassamento dei vasi, e cambiamenti nell\u2019ossigenazione dei tessuti.<\/li>\n<li>Infiammazione e dolore: modulazione dei segnali infiammatori e impieghi studiati per alcune condizioni dolorose.<\/li>\n<li>Recupero muscolare: affaticamento, risposta allo sforzo e recupero dopo l\u2019esercizio.<\/li>\n<li>Formazione di piccoli vasi, chiamata angiogenesi: un filone studiato soprattutto in modelli preclinici.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019elenco riunisce processi studiati con livelli di evidenza differenti. I risultati dipendono dal problema trattato, dalla lunghezza d\u2019onda e dalla dose; nei protocolli di fotobiomodulazione aumentare il tempo o l\u2019intensit\u00e0 non garantisce un beneficio maggiore. Inoltre una lampada che riscalda intensamente il corpo e un dispositivo per fotobiomodulazione perseguono effetti diversi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il sole contiene contemporaneamente UV, rosso e infrarosso. Non c\u2019\u00e8 una contraddizione tra propriet\u00e0 dannose e propriet\u00e0 utili: vengono coinvolti bersagli diversi. La presenza del rosso non cancella il danno degli UV, e un trattamento con luce selezionata non equivale a una lunga esposizione solare.<\/p>\n<h1><strong>Come cambia la luce durante la giornata<\/strong><\/h1>\n<h2><strong>Alba e prime ore del mattino<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando il sole \u00e8 basso, la sua luce attraversa un tratto pi\u00f9 lungo di atmosfera. Le lunghezze d\u2019onda corte, soprattutto nella regione blu, vengono diffuse pi\u00f9 facilmente in altre direzioni. Il fascio diretto che ci raggiunge pu\u00f2 cos\u00ec apparire pi\u00f9 giallo, arancione o rosso. Il cielo, per\u00f2, contiene anche luce diffusa: un\u2019alba rossa non significa che l\u2019ambiente offra soltanto luce rossa. Gli UV sono generalmente meno intensi rispetto alle ore centrali, soprattutto gli UVB.<\/p>\n<h2><strong>Le ore con il sole alto<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Con il sole pi\u00f9 alto il percorso nell\u2019atmosfera si accorcia e arriva generalmente pi\u00f9 radiazione. Il visibile comprende tutti i colori, mentre rosso e infrarosso continuano a essere presenti. Aumentano anche gli UV, che in condizioni comparabili raggiungono i valori maggiori intorno al mezzogiorno solare. L\u2019infrarosso rappresenta indicativamente circa met\u00e0 dell\u2019energia solare ricevuta al suolo, il visibile poco meno della met\u00e0 e gli UV una piccola quota. Queste proporzioni cambiano con le condizioni e non misurano l\u2019importanza biologica: pochi UV possono avere effetti rilevanti sulla pelle.<\/p>\n<h2><strong>Tramonto<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il percorso nell\u2019atmosfera torna ad allungarsi e la luce diretta assume spesso tonalit\u00e0 pi\u00f9 calde. Anche in questo momento l\u2019infrarosso \u00e8 presente, ma un tramonto molto rosso non significa che stiamo ricevendo la maggiore quantit\u00e0 di luce rossa della giornata. Il rosso pu\u00f2 costituire una proporzione maggiore di una luce complessivamente meno intensa. Con il sole alto, invece, possiamo riceverne di pi\u00f9 in termini assoluti. \u00c8 la differenza tra la percentuale di un ingrediente e la quantit\u00e0 che finisce davvero nel piatto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lungo tutta la giornata cambiano intensit\u00e0 e composizione della luce. Nessuna banda arriva a un\u2019ora precisa per poi sparire: stagione, latitudine, nuvole e qualit\u00e0 dell\u2019aria modificano ulteriormente ci\u00f2 che riceviamo. Anche per questo una tabella universale con \u201csolo rosso alle sette\u201d e \u201cUV dalle dieci\u201d sarebbe fuorviante.<\/p>\n<h1><strong>Gli occhi danno l\u2019ora al corpo<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oltre ai recettori che ci permettono di vedere, la retina contiene cellule dotate di melanopsina, una proteina particolarmente sensibile alla luce intorno a 480 nm. Contribuiscono a informare il nucleo soprachiasmatico, nell\u2019ipotalamo, sull\u2019illuminazione dell\u2019ambiente. Questa piccola struttura coordina l\u2019orologio circadiano, sincronizzando con il giorno esterno ritmi come sonno, temperatura corporea e secrezione ormonale. Anche l\u2019appetito ha una componente circadiana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per chi dorme di notte, ricevere luce durante il giorno e ridurla la sera aiuta a rendere riconoscibile questa alternanza. La luce blu appartiene quindi al normale segnale diurno; diventa rilevante per il sonno quando arriva in quantit\u00e0 importante nel momento della notte biologica. Contano anche intensit\u00e0, durata e orario, non soltanto il colore. Per ricevere il segnale serve la luce dell\u2019ambiente che raggiunge gli occhi: fissare direttamente il sole pu\u00f2 danneggiare la retina.<\/p>\n<h1><strong>Tre distinzioni utili nella vita quotidiana<\/strong><\/h1>\n<h2><strong>Sole attraverso una finestra<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il vetro comune lascia passare luce visibile e una parte degli UVA, ma blocca in larga misura gli UVB. Una finestra pu\u00f2 quindi offrire luce agli occhi senza offrire un\u2019esposizione equivalente per produrre vitamina D. Il passaggio di UVA varia con il tipo di vetro e gli eventuali trattamenti.<\/p>\n<h2><strong>Calore e indice UV<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sensazione di caldo non misura il rischio di scottarsi. Gli UV sono invisibili e un\u2019aria fresca, magari con vento, non ci protegge dalla loro azione. Per valutare l\u2019esposizione della pelle \u00e8 pi\u00f9 utile l\u2019indice UV, insieme al tempo trascorso all\u2019aperto e alla protezione utilizzata.<\/p>\n<h2><strong>Luce calda e infrarosso<\/strong><\/h2>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sulla confezione di una lampadina, 2.700 K o 3.000 K descrivono l\u2019aspetto della luce bianca, pi\u00f9 caldo o pi\u00f9 freddo. Sono una temperatura di colore, diversa dalla lunghezza d\u2019onda espressa in nanometri. Una lampadina bianca dall\u2019aspetto caldo emette una miscela di colori e non diventa per questo un dispositivo a luce rossa o infrarossa. Il colore che percepiamo, da solo, non racconta tutto ci\u00f2 che una sorgente emette.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prossima volta che sentirai parlare di una luce \u201cbenefica\u201d, avrai qualche riferimento in pi\u00f9 per capire il discorso. Potrai collocarla nello spettro, riconoscere quale parte del corpo la riceve e considerare quando e in quanta quantit\u00e0 arriva. E forse guarderai con un po\u2019 pi\u00f9 di curiosit\u00e0 anche una cosa semplice come il colore di una foglia o la luce che entra dalla finestra al mattino.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luce: oltre il ritmo circadiano\u00a0 Una piccola guida allo spettro e alla luce della giornata Puoi avere davanti un\u2019intera stanza, piena di oggetti e colori, e non vedere nulla. Basta che nessun fotone di luce visibile raggiunga i tuoi occhi. 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