Cancro: non è un mistero, è una questione di esposizione e difesa
Molte persone sostengono che non sappiamo cosa causi il cancro. In realtà, questa affermazione è fuorviante.
Se è vero che non comprendiamo ancora completamente come il cancro si sviluppi nei suoi dettagli più profondi, è altrettanto vero che conosciamo già da tempo numerosi fattori in grado di causarlo.
Già nel 1761, il medico londinese Dr. John Hill (anche botanico e autore scientifico) descrisse uno dei primi esempi documentati di cancro causato da un agente esterno. Il protagonista? Il tabacco.
Il tabacco era stato introdotto in Europa dopo le esplorazioni del Nuovo Mondo, dove era già utilizzato dalle popolazioni native americane. Nel giro di pochi decenni, il suo consumo si diffuse rapidamente: nel 1614, si stimava che a Londra esistessero già circa 7000 negozi che lo vendevano.
Nelle classi più “raffinate”, il fumo venne presto sostituito dallo snuff, ovvero il tabacco da fiuto: una polvere finemente macinata che veniva inalata dopo essere stata appoggiata sul dorso della mano, tra pollice e indice: una zona che ancora oggi, non a caso, è chiamata “tabacchiera anatomica”.
Fu proprio osservando questa pratica che il Dr. Hill descrisse due casi di “polipi” nasali, che riteneva essere forme di cancro.
Si trattava della prima ipotesi documentata di un agente chimico, in questo caso il tabacco da fiuto, come possibile causa di tumore. Anche se il legame rimane oggi oggetto di discussione, l’importanza storica di questa osservazione è indiscutibile. E forse non è un caso che questa abitudine sia scomparsa insieme ad altri simboli di un’epoca ormai passata.
Ma la dimostrazione più chiara e convincente dell’esistenza di sostanze cancerogene arrivò pochi anni dopo, grazie al lavoro di Sir Percivall Pott.
Pott, uno dei più grandi chirurghi del suo tempo, nacque a Londra nel 1714, dopo aver inizialmente intrapreso un percorso religioso, cambiò direzione e si formò in chirurgia presso il St. Bartholomew’s Hospital.
Nel corso della sua carriera, divenne noto per numerose osservazioni cliniche fondamentali, tra cui la descrizione della “frattura di Pott” e della malattia tubercolare della colonna vertebrale che ancora oggi porta il suo nome, ma il contributo che lo rese una figura chiave nella storia della medicina fu un altro.
Nel 1775, Pott descrisse un tipo di tumore particolarmente diffuso tra gli spazzacamini di Londra: il cancro dello scroto.
Per capire questo fenomeno, bisogna fare un passo indietro. Dopo il Grande Incendio di Londra del 1666, furono introdotte nuove norme edilizie che prevedevano camini più stretti e tortuosi, per ridurre il rischio di incendi. Tuttavia, questi nuovi design rendevano estremamente difficile la pulizia meccanica. I camini accumulavano più fuliggine e creosoto, diventando più sporchi e pericolosi.
La “soluzione”? Mandare bambini a pulirli.
Bambini spesso piccolissimi, anche di appena 3 o 4 anni, venivano fatti arrampicare all’interno di camini stretti, caldi e pieni di residui tossici. Le condizioni erano brutali. Molti morivano intrappolati, soffocati dalla fuliggine, ustionati o cadendo da grandi altezze. E anche per chi sopravviveva, il destino non era meno crudele.
Già all’età di 8 anni, alcuni di questi bambini sviluppavano un tumore dello scroto. La malattia iniziava con una piccola lesione, chiamata “verruca da fuliggine”, che poteva essere inizialmente rimossa con una lama. Ma se non trattata in tempo, la neoplasia invadeva progressivamente i tessuti: dalla pelle allo scroto, ai testicoli, fino all’addome. Era una malattia dolorosa, devastante e spesso mortale.
Ciò che colpì Pott fu la specificità del fenomeno: questo tipo di cancro era estremamente raro al di fuori di questa professione e quasi inesistente in altri paesi, dove venivano utilizzati indumenti protettivi migliori.
La conclusione fu chiara e rivoluzionaria: non era il mestiere in sé, ma l’esposizione cronica alla fuliggine a causare il cancro.
Die fuliggine si depositava nelle pieghe della pelle e, con il tempo, esercitava un effetto cancerogeno. Quando l’impiego di bambini negli spazzacamini iniziò a diminuire, anche questa forma di tumore scomparve progressivamente.
Successivamente, gli scienziati cercarono di capire quale componente della fuliggine fosse responsabile di questo effetto. Il principale sospettato fu il catrame, che può costituire fino a un terzo della fuliggine. Nel 1915, ricercatori giapponesi riuscirono a indurre tumori applicando regolarmente catrame di carbone sulla pelle di animali da laboratorio.
Negli anni successivi, vennero isolati diversi composti cancerogeni presenti nella fuliggine, tra cui il benzopirene, uno dei più potenti.
Oggi sappiamo che i carcinogeni non sono né rari né pochi. La International Agency for Research on Cancer (IARC) ha analizzato oltre 1000 agenti potenzialmente cancerogeni. Tra questi, circa 120–130 sono classificati come carcinogeni certi per l’uomo (Gruppo 1), mentre altri rientrano nelle categorie di “probabilmente” (Gruppo 2A) o “possibilmente” cancerogeni (Gruppo 2B).
È però fondamentale comprendere un punto spesso frainteso: questa classificazione non misura quanto un agente sia pericoloso in termini assoluti, ma quanto è solida l’evidenza scientifica del suo effetto cancerogeno. In altre parole, mette sullo stesso piano, dal punto di vista della certezza, agenti con impatti molto diversi nella vita reale. Il rischio concreto dipende sempre da dose, durata dell’esposizione e contesto biologico individuale.
Ma come fanno, in generale, queste sostanze a favorire lo sviluppo del cancro?
I meccanismi sono diversi, ma tendono a convergere su alcuni processi fondamentali della biologia cellulare:
- Danno diretto al DNA (mutazioni): alcune sostanze possono legarsi al DNA formando cosiddetti “addotti”, alterando la sequenza genetica.
- Stress ossidativo: un eccesso di specie reattive dell’ossigeno può danneggiare DNA, proteine e membrane cellulari.
- Infiammazione cronica: un ambiente infiammatorio persistente favorisce proliferazione cellulare e instabilità genetica.
- Alterazioni dei sistemi di controllo cellulare: ad esempio nei meccanismi che regolano la divisione cellulare, la differenziazione e l’apoptosi.
In sintesi, il carcinogeno non “crea” il tumore in modo diretto e immediato, ma aumenta la probabilità che una cellula perda il suo equilibrio fisiologico, accumulando errori fino a sfuggire ai normali sistemi di controllo.
Ed è qui che entra in gioco un aspetto cruciale:
il nostro organismo non è affatto passivo.
Al contrario, è dotato di sistemi di difesa straordinariamente sofisticati, sviluppati proprio per gestire questo tipo di minacce:
- Sistemi di detossificazione (principalmente epatici), che trasformano sostanze lipofile in composti più eliminabili
- Meccanismi di riparazione del DNA, capaci di correggere errori anche complessi (es. base excision repair, nucleotide excision repair)
- Sistemi antiossidanti endogeni, come glutatione, superossido dismutasi e catalasi
- Apoptosi, che elimina cellule danneggiate prima che possano diventare pericolose
- Sistema immunitario, che riconosce e distrugge cellule anomale o precancerose
Due esempi concreti aiutano a comprendere meglio questo equilibrio dinamico tra danno e difesa:
- Il benzopirene, un idrocarburo policiclico aromatico presente nel fumo di sigaretta e nella fuliggine, viene metabolizzato nel fegato da enzimi del sistema citocromo P450 in intermedi reattivi che possono legarsi al DNA formando addotti mutageni. Tuttavia, questi stessi processi enzimatici fanno parte anche dei sistemi di detossificazione, e parallelamente entrano in gioco meccanismi di riparazione del DNA che possono rimuovere queste alterazioni prima che diventino permanenti.
- I raggi ultravioletti (UV) del sole inducono lesioni caratteristiche nel DNA, come i dimeri di timina. In condizioni normali, questi danni vengono riconosciuti e corretti da sistemi di riparazione specifici. Se il danno è troppo esteso, la cellula attiva l’apoptosi per evitare la trasmissione dell’errore. Solo quando questi sistemi falliscono o vengono sovraccaricati, aumenta il rischio di trasformazione tumorale.
Il punto fondamentale è questo:
l’esposizione a un carcinogeno non equivale automaticamente a sviluppare un tumore.
Il risultato finale dipende sempre da un equilibrio dinamico tra forze che generano danno e sistemi che lo prevengono, lo riparano o lo eliminano.
E questo equilibrio non è fisso.
Dipende in larga parte dallo stato dell’organismo:
un corpo metabolicamente efficiente, ben nutrito, con un sistema immunitario funzionante e una buona regolazione ormonale è in grado di attivare e sostenere questi meccanismi di difesa in modo più efficace.
Questo non significa invulnerabilità, ma significa maggiore resilienza biologica: una minore probabilità che un danno si trasformi in malattia e, nel caso ciò accada, una maggiore capacità di contenerlo e gestirlo.
Insomma, il nostro corpo è una splendida macchina programmata per aiutarci, sostenerci e farci vivere al meglio e sta a noi mantenerlo e prendercene cura nel migliore dei modi!
Cosa ne pensi?
Ti leggo nei commenti.
Grazie sempre per il tuo tempo.
Oliver

Concordo pienamente con l’articolo soprattutto perché in casa mia in un familiare si vedono gli esiti dell’uso, in passato, della nicotina. Chiedo di approfondire ancora gli argomenti che riguardano le modalità di resilienza del nostro corpo. Inoltre, se possibile, chiedo di affrontare il tema del cancro all’esofago (ora metaplasia Barrett)dovuto ad anni/ decenni di insulto per reflusso biliare. Grazie
Seguo per esofago di Barrett
In età avanzata le possibilità di avere un tumore aumentano oerche gli ormoni si riducono e anche il metabolismo è più lento? Grazie
Grazie, molto chiaro ed esaustivo.
Articolo estremamente interessante e molto chiaro. Grazie
Grazie Oliver e grazie alla tua mamma per il prezioso lavoro di divulgazione scientifica che ci donate. Ho trovato il contenuto odierno molto interessante. Anche oggi ho imparato qualcosa…Scioccante l’ utilizzo dei bambini per la pulizia delle canne fumarie nella Londra di un tempo. Rassicurante il concetto di “resilienza biologica”
Grazie infinite
Loredana
Grazie per il commento e per le parole😊
Salve Oliver,sono seguo tua madre ,sono grata x la conoscenza che ci da ..grazie anche a te..eccellenti entrambi.
Grazie Oliver, articolo molto chiaro ed esauriente. È sempre interessante e importante acquisire queste informazioni, ti leggo sempre volentieri così come seguo la tua mamma da anni, ottimo team!!
Una pagina molto interessante e che ci aiuta a capire di più il nostro meraviglioso corpo. Grazie Oliver per questo risvolto inedito che non tutti conosciamo e che magari non abbiamo potuto avere la possibilità di studiare. Grazie mille.
Anna
Grazie Oliver, come sempre molto esaustivo. Un saluto anche alla tua cara mamma con molti ringraziamenti per tutto ciò che fa’ per la nostra salute. Buona giornata. Ilaria Gillio
Grazie Oliver, veramente molto interessante..
Buongiorno Oliver e alla dottoressa Tomasi che seguo da un po’ di tempo sempre molto interessante su tutti gli argomenti complimenti! Grazie mille in particolar modo per questo argomento , ho imparato qualcosa di più ,ottimo lavoro !
Buongiorno Oliver, ti leggo sempre con attenzione e rispetto per te e per il super lavoro di divulgazione. Hi una capacità espressionale, anche,anzi, soprattutto quando descrivi argomenti difficili, che riesci a spiegare con termini e metodo, altamente comprensibili anche ai profani.
Attualmente sto appunto curando un cancro epigastrico recente con chemio ecc.
Mi piacerebbe leggerti ancora per approfondire questo quesito
Ivermectina e fenbendazolo, parassiti ecc. se ne fa un gran parlare, e anche confusione ovviamente. Vorrei una tua opinione in merito, e anche un indirizzo dietetico, se ne conosci, perchè come da protocolli vari, PROTEINE E CARNE ROSSA, banditi dalla mia dieta…. in compenso prescritte proteine liquide, prodotte e confezionate NESTLE’.
IO, da sempre, sono una disubbediente sanità pubblica e protocolli consigliati, ma il dubbio resta.
Ti ringrazio per avermi letto, e aspetto nuove spiegazioni, se potrai.
Buon lavoro.
Giovanna Diozzi
Bravo Oliver, è sempre interessante e istruttivo leggerti.
Grazie per il tuo lavoro
Tamara
grazie mille!❤️
Oliver sempre al TOP GRAZIE
Un articolo illuminante! Grazie mille della condivisione di tanto sapere spiegato in modo semplice. Spaventoso l’utilizzo dei bambini in qualità di spazzacamino. Ma meravigliosa la curiosità e la fame di scoperta che è dimistrato storicamente riuscire ad allargare la conoscenza ed il sapere per metterlo a disposizione di molti.
Grazie per queste divulgazioni utili e interessanti, insegnano che non bisogna mai abbassare la guardia. Oggi siamo più fortunati grazie ai mezzi di informazione, non oso immaginare cosa hanno sopportato i bimbi di pochi anni. Complimenti per l’articolo che ho letto con molto interesse e grazie per il tuo lavoro e per quello della tua mamma. Hai talento, continua ad informare!
Grazie mille Oliver,
Articolo molto interessante.
Ti volevo chiedere gli zuccheri sono un carburante per il cancro ? O meglio lo stile di vita e l alimentazione quanto puo influire nello sviluppo di un cancro ?
Ringrazio e saluto
Luca
Grazie Oliver ho trovato molto interessante il contenuto da te esposto e mi ha molto colpito l’ informazione di come i bimbi in passato venivano utilizzati, molto triste.
Ti ringrazio per come in semplicita hai spiegato il valore che un cortetto stile di vita puo apportare
Grazie Oliver
Grazie Oliver….sempre molto interessante quello che scrivi….s’impara sempre qualcosa da te, continua così…grazie di nuovo per il tuo lavoro . Claudia
Grazie Oliver per questo interessante
articolo. Non sapevo dei bambini.E’ terribile. L’ alcool che ricadute ha nel nostro organismo? Garattini sostiene che è cancerogeno. Ci sono meccanismi di riparazione?
Grazie Cosetta
Ho letto con molta attenzione ed estremo interesse questo articolo, è la prima volta che ti leggo! Spiegato molto bene, grazie
Grazie Oliver, a te e ai tuoi genitori, riuscite sempre ad essere chiari, precisi, puntuali e con un linguaggio facilmente fruibile anche da chi non è del mestiere. Grazie per tutto quello che ci donate.
Buongiorno Oliver. Articolo molto interessante e prezioso. Grazie mille. Questi vostri ( anche la tua mamma), aggiornamenti, sono illuminanti e arricchenti.
💖💖💖💖
Molto interessante, grazie per tutto quello che fate per migliorare la nostra vita e la nostra consapevolezza, seguendo i vostri consigli diventiamo sempre più protagonisti della nostra salute!
Proprio così, possiamo essere tutti protagonisti della nostra salute!💪
Molto utile
Ciaooo Oliver come sempre super interessante tutto…grazie a te e mamma che date costanti informazioni a riguardo x cui vogliamoci bene nutriamo bene seguiamovi sempre x vivere meglio e piu a lungo un bacione
GRAZIE , MOLTO PRECISO E INTERESSANTE.
E’ un piacere avere questo vostro aiuto , e’ un lavoro prezioso , voi siete preziosi.
Contenuto interessantissimo e di cui c’è tanto bisogno di prendere coscienza, grazie Oliver!!
Grazie Oliver, i tuoi approfondimenti sono sempre molto interessanti
Volevo ringraziare di cuore per aver affrontato e condiviso un argomento così importante come il cancro e la prevenzione. Parlare di questi temi è fondamentale per aumentare la consapevolezza e imparare a prenderci cura della nostra salute.
Mi ha sempre colpito e un po’ stupito il fatto che nella mia famiglia, mia mamma e le mie zie abbiano sviluppato un tumore pur non avendo mai fumato. Questo mi ha fatto capire ancora di più quanto la malattia possa dipendere da tanti fattori diversi e non solo da quelli che conosciamo più comunemente.
Grazie ancora per l’attenzione e per aver contribuito a diffondere informazioni utili e preziose. 💙
Grazie Oliver!
Sempre un piacere leggerti e poter condividere queste preziose informazioni con i giovani.
Questa sera ho raccontato ai miei figli la versione meno conosciuta dell’impiego dei bimbi nella Londra di un tempo e sono rimasti senza parole.
Grazie di cuore per il tuo prezioso contributo!
A presto
Samantha
Un abbraccio
Grazie Oliver articolo molto interessante.
Grazie, dono informazioni estremamente interessanti ed utilizzabili nella quotidianità
Buongiorno Oliver, vi seguo da tempo e sono rimasta colpita dal punto riguardante i danni da raggi UV, in quanto ho imparato ad avere meno paura del sole di quanto non si dica in genere, quindi sono rimasta un po’ perplessa, potresti, o magari lo hai già fatto e me lo sono perso!, chiarire il punto? Grazie e complimenti, Raffaella
Argomento molto interessante! Se spiegassero anche gli oncologi, su cosa si basa “l’evidenza scientifica”…non ci sarebbe il terrorismo psicologico e l’ignoranza da parte dei medici, che essi stessi si affidano solo alle linee guida. Apprezzo molto il tuo modo di scrivere con taglio giornalistico!! Super