Energia di primavera: perché non arriva da sola
La primavera, nell’immaginario collettivo, dovrebbe essere la stagione del risveglio. Ci aspettiamo più luce, più slancio, più voglia di muoverci. Eppure, per molte persone, accade quasi il contrario: si sentono ancora scariche, si svegliano stanche, hanno la testa un po’ annebbiata e la sensazione di essere rimaste, internamente, ancora in inverno.
Se succede anche a te, non significa che tu sia pigro, svogliato o “fuori forma”. E non significa nemmeno, automaticamente, che ci sia qualcosa di grave. Molto spesso significa semplicemente che il corpo sta cercando di adattarsi a un cambio di stagione più complesso di quanto sembri. La primavera non è solo un’immagine fatta di sole, leggerezza e fioriture: per l’organismo è anche una fase di transizione, e ogni transizione richiede energia.
Più luce non significa automaticamente più energia
È facile pensare che più sole significhi automaticamente più vitalità. In teoria è vero: la luce naturale, soprattutto al mattino, è uno dei regolatori più potenti del nostro ritmo circadiano, cioè di quell’orologio biologico che coordina sonno, ormoni, vigilanza, temperatura corporea e metabolismo.
Il problema è che il corpo non affronta questo cambiamento di stagione partendo da zero. Molte persone arrivano alla primavera già affaticate, dopo mesi di sonno non sempre ristoratore, poca esposizione alla luce naturale, più tempo passato al chiuso, meno movimento, più stress mentale, ritmi disordinati e, in alcuni casi, carenze o insufficienze nutrizionali che restano silenziose finché il sistema non viene messo maggiormente alla prova.
Per questo la stanchezza primaverile, quando compare, non è affatto “tutta nella testa”. È spesso il risultato di un organismo che sta cercando di ricalibrarsi, ma lo sta facendo su una base non ottimale. In alcune persone si somma anche il carico infiammatorio o allergico tipico di questo periodo, che può contribuire ulteriormente a quella sensazione di essere scarichi senza una ragione evidente.
Il corpo non ha bisogno di essere spinto. Ha bisogno di essere sostenuto
Quando ci sentiamo stanchi, il riflesso automatico è quasi sempre lo stesso: cercare uno stimolo più forte. Più caffè. Più forza di volontà. Più pressione. Più tentativi di costringerci a partire.
Ma l’energia vera non nasce da una frustata. Nasce da un metabolismo che riesce davvero a produrla, a regolarla e a sostenerla. Per questo, in una fase come la primavera, il punto non è spingere il corpo con aggressività, ma aiutarlo a tornare a funzionare in modo più efficiente.
Le vitamine del gruppo B: non danno energia, permettono di produrla
Le vitamine del gruppo B sono spesso sottovalutate perché non hanno l’effetto spettacolare di uno stimolante. Ed è proprio questo il punto: non agitano, non eccitano, non forzano. Lavorano a monte.
Partecipano infatti a molti passaggi fondamentali del metabolismo energetico, cioè a quelle reazioni biochimiche che trasformano i nutrienti in energia utilizzabile. Quando questo sistema è rallentato o poco efficiente, una persona può sentirsi:
• mentalmente meno lucida
• fisicamente più scarica
• meno resiliente allo stress
• più lenta nel recupero
In questo contesto, un buon complesso di vitamine B ha senso non come “shot energetico”, ma come supporto metabolico di base. È il tipo di aiuto che non si percepisce come una scossa improvvisa, ma come un terreno che torna lentamente a essere fertile.
Magnesio: il minerale che spesso manca proprio quando servirebbe di più
Anche il magnesio è uno di quei nutrienti che sembrano semplici finché non si capisce quanto siano centrali. Partecipa a centinaia di reazioni enzimatiche ed è rilevante per il sistema nervoso, per il muscolo, per il sonno, per la gestione dello stress e perfino per la disponibilità energetica cellulare.
L’ATP, cioè la principale moneta energetica dell’organismo, è biologicamente attivo soprattutto in forma legata al magnesio. Questo significa che quando il magnesio è insufficiente, il problema non è solo sentirsi un po’ più tesi: può esserci una sensazione più profonda di fatica, di sonno poco ristoratore, di sistema nervoso acceso ma non efficiente.
Quando il magnesio è basso, spesso compaiono:
• maggiore tensione nervosa
• sonno meno profondo
• recupero peggiore
• sensazione di essere “accesi ma svuotati”
Ed è una situazione molto più comune di quanto si pensi. Per questo, in un periodo in cui il corpo dovrebbe rimettersi in moto ma sembra ancora frenato, il magnesio è spesso uno dei supporti più sensati.
Cordyceps e Ashwagandha: due adattogeni, due logiche diverse
Quando si parla di energia, molte persone pensano subito a qualcosa che accelera, spinge e “accende”. Il problema è che spesso, dopo la spinta, arriva il crollo.
Il cordyceps e l’ashwagandha si inseriscono in una logica diversa. Entrambi vengono considerati adattogeni, cioè sostanze che possono aiutare l’organismo a rispondere meglio a stress e richieste energetiche, ma lo fanno con razionali piuttosto diversi.
Il cordyceps è interessante soprattutto quando si cerca una sensazione di energia più stabile, una migliore tolleranza allo sforzo e una maggiore capacità di adattamento fisico. Non è il classico stimolante nervoso che “tira su” in modo brusco: in molte persone viene percepito più come un supporto alla vitalità e alla disponibilità energetica.
L’ashwagandha, invece, lavora più sul versante dello stress e della regolazione. Il suo interesse non sta tanto nel “dare energia” direttamente, quanto nel ridurre quel rumore di fondo che spesso consuma energia senza che ce ne accorgiamo: tensione costante, iperattivazione, difficoltà a rilassarsi, sonno meno profondo. In questo senso può essere un alleato prezioso quando la stanchezza non nasce solo da una richiesta fisica, ma anche da un sistema nervoso che fatica a spegnersi.
Per questo i due adattogeni hanno un effetto quasi sinergistico: il cordyceps parla più al lato della vitalità e della performance adattativa, l’ashwagandha più a quello del recupero, della regolazione e della resilienza allo stress.
E se il problema non fosse solo la stagione?
Qui arriva forse il punto più importante di tutta la newsletter.
Se la stanchezza è lieve, transitoria e legata al cambio di stagione, spesso bastano alcune misure semplici:
• più luce naturale al mattino
• sonno più coerente
• movimento quotidiano
• supporto nutrizionale mirato
Ma se la stanchezza persiste, se dura da settimane, se ti sembra sproporzionata o se senti che c’è “qualcosa che non torna”, allora la domanda giusta non è: come faccio a obbligarmi a reagire?
La domanda giusta è: cosa mi sta dicendo il mio corpo?
Perché molte volte quella che chiamiamo “stanchezza inspiegabile” non è affatto inspiegabile. Spesso ci sono parametri che vale la pena guardare:
• ferritina
• vitamina B12
• folati
• vitamina D
• funzione tiroidea
• glicemia e insulina
• marker infiammatori
• stato minerale
In altre parole, a volte il problema non è che manchi la disciplina: manca l’informazione giusta. E qui entra in gioco un principio semplice ma potentissimo: sapere dove guardare evita di continuare a navigare alla cieca.
Anche la luce serale conta
La primavera porta più luce, ma non tutta la luce agisce allo stesso modo sul nostro organismo. La luce naturale del giorno è un segnale prezioso: aiuta il cervello a sincronizzare il ritmo circadiano, sostiene la vigilanza diurna e contribuisce a una migliore regolazione energetica. La sera, però, la situazione cambia. In quella fase il corpo si aspetta buio, o almeno una luce molto più calda e meno intensa. Quando invece continuiamo a esporci a schermi, LED bianchi e illuminazione artificiale forte, il cervello riceve un messaggio biologico ambiguo: è come se il giorno non fosse ancora finito.
Questo può interferire con la fisiologica produzione di melatonina, rallentare l’ingresso nel sonno profondo e compromettere proprio quel recupero che dovrebbe restituirci energia il giorno dopo. Per questo, in molte persone, la qualità della luce serale fa una differenza sorprendentemente concreta.
È qui che gli occhiali con lenti filtranti per la luce blu diventano interessanti. Non sono un gadget “tech”, ma uno strumento semplice per ricreare, almeno in parte, un ambiente più coerente con la biologia serale. Riducendo la quota di luce blu artificiale che raggiunge gli occhi, aiutano il sistema nervoso a percepire che la giornata sta davvero finendo. Il risultato, in molti casi, non è una sedazione forzata, ma una transizione più naturale verso la calma, un sonno più profondo e un recupero più efficiente.
In altre parole, non “danno energia” direttamente, ma proteggono uno dei processi da cui l’energia dipende di più: la qualità della notte.
Luce rossa: un segnale di recupero che spesso sottovalutiamo
Accanto a sonno, nutrienti e ritmo circadiano, c’è un altro fattore che può fare la differenza: la qualità della luce a cui esponiamo il corpo. In particolare, la luce rossa e vicino-infrarossa viene studiata sempre di più per il suo possibile effetto sulla funzione mitocondriale, cioè sulla capacità delle cellule di produrre energia in modo efficiente.
Il razionale è interessante: alcune lunghezze d’onda della luce rossa sembrano interagire con componenti della catena respiratoria mitocondriale, favorendo una migliore produzione di ATP e una migliore gestione dello stress ossidativo. In termini più semplici, non si tratta di una luce che “stimola” come farebbe un eccitante, ma di un segnale che può sostenere recupero, efficienza energetica e riparazione.
Per questo la luce rossa viene spesso utilizzata non solo per la pelle o il collagene, ma anche come supporto nei periodi in cui si cerca più recupero, più equilibrio e una sensazione di energia meno nervosa e più profonda. In una fase come la primavera, in cui il corpo sta cercando di ritrovare un nuovo assetto, può essere un tassello in più per favorire adattamento e vitalità.
Il messaggio finale
A volte la stanchezza di primavera non è mancanza di forza di volontà.
È un segnale.
Un segnale che il corpo sta cercando di adattarsi.
Un segnale che forse ha bisogno di ordine, di ritmo, di nutrienti, di recupero.
Un segnale che non va ignorato, ma nemmeno drammatizzato.
Perché quando il corpo viene sostenuto bene, l’energia non torna come una scarica improvvisa.
Torna come qualcosa di ancora più prezioso: la sensazione di funzionare di nuovo come si dovrebbe.
E tu come vivi il cambio di stagione? Fammelo sapere nei commenti se ti va!

Buongiorno dottoressa,
Sono una persona fortunata perché per me il cambio di stagione non è mai stato un gran problema. Tuttavia , da quest’anno mi sostengo assumendo un complesso di vitamina B e riconosco che mi aiuta a mantenere un buon livello di energia.
La ringrazio per i suoi sempre preziosi suggerimenti… da quando la seguo il mio benessere fisico è decisamente migliorato!
Buongiorno dottoressa,
Sto assumendo i MAP, posso anche prendere il Mag4+ e il SeZi top contemporaneamente?
Il magnesio meglio la sera?
Grazie!
Buongiorno Oliver, grazie per questi blog sempre interessanti; spieghi bene come la mamma. Spero che il tuo libro sul testosterone, possa diventare anche cartaceo. Buon fine settimana!
E Omega-3?
Buona sera ,grazie.
Condivido tutto ed invito al controllo tra Aprile -Maggio dei parametri biologici almeno una volta anno.
Gentile dottoressa ho proprio il tipo di stanchezza che non passa. But D bassa e via di gocce luce solare camminata dopo pranzo ok.. ma sino stanca. Dormo bene non so se ristoratore mangio 3 volte e alcune volte 2 . Colazione buona . Proteine le sto integrando sempre più ci provo a ridurre i carni ma sono stanca…inizio complesso vit. B e che altro?
Nel salutare la ringrazio tanto del suo impegno lavoro e ricerca preziosissimi
Francesca
Buongiorno Dottoressa, mi alzo stanchissima, non dormo bene, faccio fatica ad addormentarmi e ho continui risvegli durante la notte. Al mattino mi alzo con un dolore stressante al collo, spalle e alla testa e senso di confusione mentale, che si attenua durante la giornata. Pensavo che il dolore al collo fossero causati dalla palestra che frequento due Volte alla settimana, ma non penso sia così…. perché qualche settimana fa non mi davano questo malessere. Soffro di artrite sto prendendo salazoperin En 500 3 V/die. Ho dolori anche sotto ai piedi, quando scendo dal letto faccio fatica a camminare Ho fatto le onde d’urto, tecaterapia , plantari, senza nessun risultato… Prendo anche 5mg /10 mg Maoris per il colesterolo totale 278 -trigliceridi 76 – HDL 67 LDL 180
La ringrazio di cuore Dottoressa per il suo prezioso consiglio. 🙏