Perché il capello non è “solo estetica”, cosa succede sotto la superficie della pelle e quando integrare ha senso, senza promesse magiche.
Ogni autunno e ogni primavera arriva la stessa domanda nei nostri messaggi: “Dottoressa, sto perdendo i capelli, cosa prendo?”
È una domanda legittima, ma la risposta onesta non è mai “prendi questa pillola”. Il capello è uno dei tessuti più metabolicamente attivi del nostro corpo: cresce in continuazione, consuma energia, ha bisogno di nutrienti specifici e reagisce, spesso per primo, a tutto ciò che nell’organismo non funziona come dovrebbe. Stress, cambi di stagione, oscillazioni ormonali, diete restrittive, carenze silenziose di ferro o zinco. Il capello è, in un certo senso, una spia.
Vediamo insieme cosa succede davvero, così da capire quando e perché l’integrazione può avere senso e quando, invece, è solo marketing.
Come funziona un capello (in 2 minuti)
Ogni capello nasce da un follicolo e attraversa un ciclo con tre fasi:
Anagen: la fase di crescita attiva. Dura anni ed è il periodo in cui il follicolo lavora a pieno ritmo.
Catagen: una breve fase di transizione, durante la quale la crescita si ferma.
Telogen: la fase di riposo, al termine della quale il capello cade per lasciare spazio a uno nuovo.
In condizioni normali perdiamo ogni giorno decine di capelli in fase telogen: è fisiologico. Il problema nasce quando un evento, come uno stress importante, una febbre alta, un parto, una dieta troppo drastica o una carenza nutrizionale, spinge troppi follicoli contemporaneamente in fase di riposo. È il cosiddetto telogen effluvium e tipicamente si manifesta con una caduta diffusa a distanza di 2 o 3 mesi dall’evento scatenante. La buona notizia è che quasi sempre è reversibile.
Il fusto del capello, poi, è costituito per oltre il 90% da cheratina, una proteina particolarmente ricca di aminoacidi solforati, in particolare la cistina. Ecco perché la qualità della “materia prima”, ovvero proteine e micronutrienti, conta così tanto.
I nutrienti che contano davvero (e il livello di evidenza)
Qui serve chiarezza, perché non tutti gli ingredienti che leggete sulle etichette hanno lo stesso peso scientifico.
Ferro.
È forse il fattore più sottovalutato, soprattutto nelle donne. Bassi livelli di ferritina, cioè dei depositi di ferro, sono associati alla caduta e a un capello più debole, anche in assenza di anemia conclamata. Vale la pena dosarla.
Zinco e rame.
Sono cofattori essenziali per la sintesi della cheratina e per il corretto turnover del follicolo. Una carenza si riflette rapidamente sulla salute del capello.
Aminoacidi solforati (cistina e metionina) e lisina. Sono i mattoni della cheratina. Se mancano, come accade nelle diete povere di proteine o molto restrittive, il capello non ha la materia necessaria per costruirsi.
Vitamine del gruppo B.
Sostengono l’intenso metabolismo cellulare del follicolo. Attenzione, però, alla biotina: è utile solo in caso di reale carenza, che è rara. L’idea che dosi elevate di biotina “facciano crescere i capelli” in chi non è carente non è supportata dalle evidenze. Inoltre, può falsare alcuni esami di laboratorio, come quelli della tiroide.
Selenio.
È importante, ma ha una finestra stretta: serve, ma in eccesso è controproducente. Meglio assumerlo in formulazioni correttamente dosate.
Silicio.
Contribuisce all’elasticità e alla resistenza della fibra.
Il messaggio di fondo è semplice: l’integrazione ha senso soprattutto quando c’è una carenza o un aumentato fabbisogno, per esempio durante i cambi di stagione, nei periodi di stress, in presenza di squilibri ormonali o di un’alimentazione sbilanciata. Non è un fertilizzante che fa crescere capelli dove non ci sono.
E il collagene?
Facciamo chiarezza
Il collagene è diventato l’ingrediente star degli ultimi anni, ma serve onestà intellettuale, perché è anche uno dei più fraintesi.
Il collagene è la proteina più abbondante del nostro corpo e costituisce la principale impalcatura strutturale di pelle, tendini, ossa e tessuto connettivo. Con l’età la sua produzione naturale diminuisce e questo si riflette soprattutto sulla pelle, causando minore elasticità, disidratazione e rughe.
Attenzione, però, a un punto tecnico importante: il fusto del capello non è fatto di collagene, ma di cheratina. Il collagene, quindi, non “diventa capello” in senso diretto.
Dov’è allora il collegamento? Il follicolo pilifero non vive nel vuoto: è immerso in un tessuto connettivo ricco di collagene, che comprende la papilla dermica e la guaina che circonda la radice. Un ambiente dermico sano e ben strutturato è il “terreno” nel quale lavora il follicolo. Inoltre, il collagene idrolizzato fornisce aminoacidi, come glicina, prolina e idrossiprolina, e svolge un’azione antiossidante che sostiene i tessuti.
Il livello di evidenza, però, va indicato con precisione. La ricerca clinica più solida sul collagene orale riguarda la pelle, in particolare l’elasticità, l’idratazione e la riduzione delle rughe. Alcuni studi controllati documentano risultati misurabili dopo 8 settimane di assunzione di peptidi bioattivi. Per quanto riguarda specificamente i capelli, invece, i dati diretti sono ancora limitati e preliminari. Chi promette che “il collagene fa ricrescere i capelli” sta correndo più velocemente di quanto la scienza consenta oggi.
La lettura corretta è questa: il collagene è un ottimo alleato del benessere di pelle, unghie e tessuti connettivi. Contribuisce a mantenere sano l’ambiente cutaneo e questo, indirettamente, fa parte del quadro. Non è, però, la risposta principale alla caduta dei capelli. Un dettaglio utile: la vitamina C è indispensabile per la sintesi del collagene, motivo per cui viene spesso abbinata.
Il nostro approccio con gli integratori Toplife Project
Nella linea Toplife abbiamo scelto di distinguere gli strumenti in base all’obiettivo, invece di vendere un’unica “pillola miracolosa”.
Reviora è la nostra formula pensata specificamente per il capello. Riunisce 18 attivi che coprono i punti analizzati: aminoacidi solforati, come cistina, lisina e MSM, che rappresentano i mattoni della cheratina; vitamine del gruppo B, che sostengono il metabolismo del follicolo; minerali chelati, come zinco, ferro, rame e selenio, in forme pensate per favorirne l’assorbimento; complessi vegetali antiossidanti, come moringa, melograno e silicio da bamboo, che aiutano a proteggere i follicoli dallo stress ossidativo.
È un supporto sensato soprattutto nei periodi critici, come i cambi di stagione, le fasi di stress, le oscillazioni ormonali e i periodi caratterizzati da un’alimentazione sbilanciata. Si assume una capsula al giorno, preferibilmente al mattino, in cicli di 2 o 3 mesi.
Collagen-Top contiene collagene bovino idrolizzato grass fed, vitamina C, silicio da bamboo, acido ialuronico e resveratrolo. Il suo territorio d’elezione, coerentemente con quanto abbiamo spiegato, è il benessere di pelle, articolazioni e tessuti connettivi. Offre anche un contributo indiretto all’ecosistema nel quale vive il follicolo. Va considerato come un supporto strutturale di fondo, non come un prodotto anticaduta.
I due prodotti non sono in concorrenza: rispondono a bisogni diversi e possono coesistere all’interno di un percorso di benessere, quando appropriato alla situazione personale.
Dr Cristina Tomasi

