La neuroplasticità oltre i 25 anni
Per molto tempo si è pensato che il brain umano fosse relativamente rigido.
Si credeva che durante l’infanzia e l’adolescenza il cervello crescesse, imparasse e costruisse connessioni, ma che dopo una certa età questa capacità si riducesse drasticamente.
Una volta adulti, si diceva, il cervello era ormai “formato”.
In tedesco esiste persino un proverbio molto esplicito:
"Was Hänschen nicht lernt, lernt Hans nimmermehr."
Tradotto:
“Quello che Giovannino non impara, Giovanni non lo imparerà più.”
L’idea era semplice:
se non impari da giovane, da adulto è troppo tardi.
Oggi sappiamo che questa visione è scientificamente sbagliata.
Cos’è la neuroplasticità
La neuroplasticità è la capacità del cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all’esperienza.
Questo significa che il cervello può:
- creare nuove sinapsi
- rafforzare o indebolire connessioni esistenti
- riorganizzare circuiti neuronali
- adattarsi a nuove informazioni
Ogni volta che impariamo qualcosa, le connessioni tra neuroni cambiano.
Quando due neuroni si attivano insieme ripetutamente, la loro connessione diventa più forte.
Questo principio è stato riassunto dal neuroscienziato Donald Hebb con una frase famosa:
"Neurons that fire together wire together."
Ovvero:
neuroni che si attivano insieme tendono a collegarsi più fortemente.
Imparare significa modificare il cervello
Ogni abilità che sviluppiamo, parlare una lingua, suonare uno strumento, risolvere problemi complessi, lascia una traccia fisica nel cervello.
Questa traccia è fatta di:
- nuove sinapsi
- connessioni più efficienti
- circuiti neuronali più rapidi
Con la pratica, queste reti diventano sempre più efficienti.
Per questo una persona esperta riesce a fare collegamenti rapidamente, rispondere con lucidità durante una discussione o applicare conoscenze in modo creativo.
Non è magia. È neurobiologia.
Il cervello adulto può ancora cambiare
La neuroplasticità è particolarmente intensa durante l’infanzia, ma non scompare nell’età adulta. Gli studi di neuroscienze degli ultimi decenni hanno dimostrato che il cervello continua a modificarsi anche in età avanzata. Nuove sinapsi possono formarsi, circuiti neuronali possono rafforzarsi.
In alcune regioni del cervello, come l’ippocampo, può verificarsi perfino neurogenesi, cioè la nascita di nuovi neuroni. Questo significa che apprendere nuove competenze o sviluppare nuove capacità cognitive è possibile anche dopo i 30, 40 o 60 anni. La differenza principale non è la possibilità di cambiare, ma la velocità con cui avviene il cambiamento.
Cosa determina l’intelligenza funzionale
Quando parliamo di “intelligenza” nel senso pratico; rapidità mentale, capacità di collegare concetti, memoria e creatività; stiamo in realtà parlando dell’efficienza delle reti neuronali.
Un cervello efficiente:
- crea collegamenti rapidamente
- recupera informazioni velocemente
- integra conoscenze diverse
- genera soluzioni nuove
Tutte queste capacità dipendono dalla qualità delle connessioni tra neuroni.
Più queste reti sono ricche e ben organizzate, più il cervello diventa capace di elaborare informazioni in modo rapido e flessibile.
Come si costruiscono nuove connessioni
La neuroplasticità non è automatica.
Richiede stimolo e ripetizione.
Il cervello cambia quando viene esposto a situazioni che richiedono adattamento:
- apprendere una nuova lingua
- studiare concetti complessi
- risolvere problemi nuovi
- suonare uno strumento
- discutere e spiegare idee
In tutte queste situazioni il cervello è costretto a costruire nuovi circuiti. La ripetizione rafforza questi circuiti, rendendoli sempre più efficienti.
Il cervello ama le sfide cognitivi
Quando il cervello incontra compiti troppo facili, non ha motivo di cambiare. Quando i compiti sono leggermente più difficili delle nostre capacità attuali, si attiva il processo di adattamento.
È in questo spazio, tra ciò che sappiamo già fare e ciò che ancora non sappiamo fare, che nasce la crescita cognitiva.
Le reti neuronali si espandono. Le connessioni diventano più dense. La mente diventa più flessibile.
Intelligenza come rete
Possiamo immaginare il cervello come una rete. Più nodi e più connessioni esistono tra questi nodi, più la rete diventa potente.
Questo permette:
- collegamenti rapidi tra idee
- risposte intelligenti durante conversazioni
- capacità di improvvisazione
- pensiero creativo
Non è solo quantità di informazioni memorizzate. È come queste informazioni sono collegate tra loro.
Il punto chiave
L’intelligenza non è una struttura immutabile, è una rete dinamica.
Ogni esperienza, ogni nuova competenza, ogni problema affrontato contribuisce a modificarla.
Il cervello adulto non è rigido, è plastico e ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, stiamo letteralmente ricablando il nostro cervello.
Ma ora entriamo nel concreto.
Come stimolare la neuroplasticità e preservare un cervello sano
Se il cervello possiede la capacità di modificarsi e creare nuove connessioni, la domanda diventa inevitabile: cosa possiamo fare concretamente per favorire questo processo?
La neuroplasticità non è un fenomeno casuale, dipende da condizioni biologiche precise: sonno, movimento, stimoli cognitivi e nutrizione.
Vediamo alcuni dei fattori più importanti.
Sonno e sistema glinfatico
Il sonno è uno dei processi più importanti per la salute cerebrale.
Durante il sonno profondo si attiva il sistema glinfatico, un sistema di drenaggio del cervello che permette di eliminare prodotti di scarto metabolici accumulati durante il giorno.
Durante la veglia le cellule cerebrali lavorano continuamente e producono sottoprodotti metabolici, tra cui proteine potenzialmente neurotossiche come la beta-amiloide.
Nel sonno profondo lo spazio tra le cellule cerebrali aumenta e il liquido cerebrospinale può circolare più facilmente, permettendo la rimozione di queste sostanze.
Questo processo di “pulizia cerebrale” è essenziale per:
- mantenere le reti neuronali efficienti
- prevenire accumulo di tossine
- consolidare memoria e apprendimento
La privazione di sonno riduce significativamente la capacità del cervello di creare nuove connessioni.
Movimento e circolazione cerebrale
Il cervello è uno degli organi più energivori del corpo e dipende fortemente dalla circolazione sanguigna.
L’attività fisica, anche moderata, migliora il flusso sanguigno cerebrale e favorisce la produzione di molecole che stimolano la plasticità neuronale, tra cui il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor)= Fattore neurotrofico di origine cerebrale
Il BDNF favorisce:
- crescita di nuove sinapsi
- sopravvivenza dei neuroni
- formazione di nuove connessioni
Non è necessario allenarsi in modo estremo.
Attività aerobiche moderate sono già sufficienti:
- camminare
- correre lentamente
- andare in bicicletta
- nuotare
Anche il semplice movimento quotidiano migliora l’ossigenazione cerebrale e il metabolismo neuronale.
Camminare su terreni irregolari e stimolazione sensomotoria
Non tutto il movimento è uguale dal punto di vista cerebrale.
Camminare su un tapis roulant è un’attività relativamente prevedibile, il cervello deve fare pochi adattamenti.
Camminare su terreni naturali irregolari, come sentieri di montagna, rocce, sabbia o boschi, è molto diverso.
In queste situazioni il cervello deve continuamente:
- calcolare la posizione dei piedi
- adattare l’equilibrio
- coordinare muscoli e articolazioni
- prevedere il passo successivo
Questo coinvolge simultaneamente molte aree cerebrali, tra cui corteccia motoria, cervelletto e sistemi propriocettivi.
Attività che richiedono equilibrio e coordinazione sono particolarmente stimolanti per il cervello.
Mantenere il corpo stabile su una sola gamba, camminare su una superficie stretta o eseguire movimenti che richiedono grande controllo posturale obbliga il cervello a lavorare intensamente.
In queste situazioni il sistema nervoso deve integrare simultaneamente diverse fonti di informazione. Il sistema vestibolare dell’orecchio interno, responsabile dell’equilibrio. La propriocezione, cioè la percezione della posizione di muscoli e articolazioni nello spazio e le informazioni visive provenienti dall’ambiente.
Il cervello, e in particolare il cervelletto e la corteccia motoria, devono quindi aggiornare continuamente il controllo del corpo per mantenere la stabilità.
Anche movimenti apparentemente semplici diventano così un esercizio neurologico complesso.
Per questo pratiche che allenano l’equilibrio non rappresentano solo un allenamento fisico. Sono anche un allenamento per il cervello. Costringono infatti il sistema nervoso a raffinare continuamente le connessioni tra neuroni e a rendere più efficienti i circuiti che regolano coordinazione, orientamento nello spazio e controllo del movimento.
Ritmo circadiano e luce naturale
Il cervello è fortemente regolato dai ritmi circadiani.
L’esposizione alla luce naturale, soprattutto al mattino, aiuta a sincronizzare l’orologio biologico interno che regola:
- produzione di melatonina
- vigilanza mentale
- metabolismo energetico
- qualità del sonno
La luce solare contiene anche una componente infrarossa e vicino-infrarossa che sembra avere effetti sulla funzione mitocondriale e sulla produzione di energia cellulare.
Mitocondri efficienti sono fondamentali per il cervello, che consuma circa il 20% dell’energia totale dell’organismo.
Stimoli cognitivi reali
Il cervello cambia quando viene messo alla prova.
Attività cognitive semplici come sudoku o parole crociate (non é questione che sudoku e parole crociate siano difficili o meno, perché ce ne sono sicuramente di molto tosti, ma rimangono comunque attivitá monotone che non stimolano molte area cerebrali simultaneamente) possono essere utili, ma la neuroplasticità più forte si attiva quando affrontiamo compiti complessi e nuovi.
Per esempio:
- imparare una nuova lingua
- studiare argomenti difficili
- suonare uno strumento musicale
- discutere idee con altre persone
- insegnare ciò che si è imparato
Spiegare un concetto ad altri è uno dei modi più efficaci per rafforzare le connessioni neuronali.
Quando discutiamo costruttivamente con altre persone, il cervello è costretto a:
- recuperare informazioni
- collegare concetti
- rispondere a domande impreviste
- riorganizzare la conoscenza
Questo processo rafforza profondamente le reti cognitive.
Ripetizione e consolidamento
La plasticità cerebrale richiede ripetizione.
Quando un circuito neuronale viene attivato ripetutamente, le sinapsi coinvolte diventano più efficienti. Con il tempo questo rende l’attività sempre più naturale.
È lo stesso principio dell’allenamento muscolare. All’inizio uno sforzo intenso provoca fatica e affaticamento, con la pratica il corpo si adatta.
Anche il cervello funziona allo stesso modo. Attività cognitive difficili inizialmente richiedono grande sforzo mentale, ma con il tempo diventano più fluide.
Nutrizione e Integrazione: dare al cervello il materiale per cambiare
La neuroplasticità non dipende solo dagli stimoli cognitivi, dipende anche dal terreno biologico su cui questi stimoli agiscono.
Un cervello può essere motivato, allenato, messo alla prova, m se mancano i mattoni, l’energia o i cofattori giusti, il processo di adattamento resta incompleto.
Per creare nuove connessioni, rafforzare le sinapsi e sostenere memoria, concentrazione e apprendimento, il sistema nervoso ha bisogno di nutrienti molto precisi.
Omega-3
Il cervello è composto in larga parte da grassi, e tra questi gli omega-3 hanno un ruolo centrale.
In particolare il DHA è uno dei principali componenti delle membrane dei neuroni.
Questo significa che contribuisce direttamente alla loro struttura, alla fluidità delle membrane e alla qualità della comunicazione tra cellule nervose.
Una membrana neuronale più fluida permette ai recettori e ai segnali sinaptici di funzionare meglio. In pratica, il cervello comunica in modo più efficiente.
L’EPA, invece, è particolarmente interessante per il suo ruolo nella modulazione dell’infiammazione e dell’umore.
Per questo gli omega-3 non sono utili solo “per il cervello” in senso generico, ma rappresentano un supporto concreto per:
- plasticità neuronale
- memoria
- attenzione
- stabilità dell’umore
- protezione dall’infiammazione cerebrale di basso grado
Creatina
Molti associano la creatina ai muscoli, ma in realtà è anche un nutriente estremamente interessante per il cervello.
Il cervello è uno degli organi che consumano più energia in assoluto. Ogni processo cognitivo: concentrazione, memoria, ragionamento, apprendimento, richiede ATP, cioè energia cellulare immediatamente disponibile.
Creatine aiuta proprio qui. Aumentando le riserve di fosfocreatina, permette una rigenerazione più rapida dell’ATP, sostenendo il metabolismo energetico dei neuroni.
Questo la rende particolarmente utile nei momenti in cui il cervello è sotto carico:
- studio intenso
- lavoro mentale prolungato
- privazione di sonno
- stress cognitivo
- allenamento della memoria e dell’attenzione
Non è uno stimolante, non “agita”, aiuta il cervello a disporre di più energia nei momenti in cui ne ha bisogno.
Magnesium
Il magnesio è uno di quei minerali che sembrano “banali” finché non si capisce quanto sia coinvolto in tutto.
Partecipa a centinaia di reazioni enzimatiche.
Nel cervello è essenziale per:
- trasmissione nervosa
- regolazione dell’eccitabilità neuronale
- funzione sinaptica
- gestione dello stress
- qualità del sonno
Inoltre, l’ATP nel corpo è biologicamente attivo soprattutto come Mg-ATP, cioè legato al magnesio.
Questo significa che il magnesio non è solo un “rilassante”, ma anche un cofattore centrale della disponibilità energetica cerebrale.
Quando manca, il cervello tende a funzionare peggio:
- più tensione
- meno concentrazione
- sonno peggiore
- minore capacità di recupero
Per questo un buon apporto di magnesio non sostiene solo il sistema nervoso, ma crea anche le condizioni per una migliore plasticità cerebrale.
Colina
Se si parla di cervello, la colina merita attenzione particolare.
È il precursore dell’acetilcolina, uno dei neurotrasmettitori più importanti per:
- memoria
- apprendimento
- attenzione
- controllo cognitivo
Inoltre, la colina è fondamentale per la struttura delle membrane cellulari, perché entra nella composizione dei fosfolipidi.
In altre parole: non serve solo a trasmettere segnali, ma anche a costruire e mantenere l’integrità delle cellule nervose.
Le uova sono una delle fonti migliori, ma in alcuni casi può avere senso aumentare l’apporto, soprattutto in chi studia molto o vuole sostenere funzione cognitiva e plasticità.
Complesso B
Le vitamine del gruppo B non sono “vitamine dell’energia” in senso pubblicitario.
Sono cofattori essenziali per il metabolismo del cervello.
Aiutano a convertire i nutrienti in energia, sostengono il sistema nervoso e partecipano alla sintesi di neurotrasmettitori.
In particolare, un buon complesso B è utile perché:
- supporta il metabolismo neuronale
- aiuta il cervello a gestire meglio il carico cognitivo
- favorisce la produzione di molecole coinvolte in attenzione, memoria e umore
Quando il cervello è molto sollecitato, il fabbisogno di questi cofattori può aumentare.
Un cervello allenato diventa più efficiente
Con il tempo, l’esposizione regolare a stimoli cognitivi, movimento e buone abitudini biologiche produce un effetto cumulativo.
Le reti neuronali diventano più dense e più efficienti.
Questo si traduce in:
- maggiore velocità mentale
- migliore memoria
- capacità di collegare concetti diversi
- maggiore resilienza allo stress mentale
Il cervello, proprio come un muscolo, si adatta agli stimoli che riceve.
Più viene utilizzato in modo attivo e sfidante, più diventa capace di affrontare compiti complessi!
Quindi da oggi zero scuse!
Puoi cominciare anche con l’allenamento per il tuo cervello, proverai?
Ti leggo!
A presto e grazie per il tuo tempo,
Oliver

Molto interessante, grazie di cuore
Sempre un piacere leggerti e contemporaneamente imparare! Molto interessante grazie!
Buongiorno è un piacere conoscere la vita attraverso voi. Grazie
Davvero entusiasmante leggere i suoi articoli ..grazie.
Ottimo!
Oggi Oliver, mi hai dato una bella notizia. Pensavo che il mio cervello fosse meno “smart” di quando ero giovane in modo irreversibile, ma non è così! Metterò in pratica ciò che mi hai insegnato con fiducia in te e in primis, in me stessa. Grazie
Buongiorno dottoressa, per non prendere mille integratori diversi, non conosce un prodotto completo che offra questo sostegno per la neuroplasticità del nostro cervello?
Molto interessante… anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo. Grazie